L’Ungheria a Kiev: “Non ci trascinerete nella guerra con Mosca”.
L’Ungheria respinge con fermezza le accuse provenienti da Kiev, ribadendo di non voler essere coinvolta nella guerra tra Russia e Ucraina. A rimarcarlo, oggi, è stato il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, facendo il punto sui “tentativi di “provocazione” da parte di Kiev dopo le parole del viceministro degli Esteri ucraino Andriy Sibiga”.
“Questa non è la nostra guerra. Non l’abbiamo iniziata, non vi partecipiamo e non ne siamo responsabili. Basta provocazioni, basta mettere a rischio la nostra sicurezza energetica, basta cercare di trascinarci in questo conflitto”, ha scritto Szijjártó sul social X.
La tensione è esplosa dopo che Budapest ha annunciato la chiusura dell’accesso all’area Schengen a un comandante ucraino ritenuto coinvolto nell’attacco al gasdotto Druzhba, fondamentale per le forniture di petrolio verso Ungheria e Slovacchia. Kiev, come noto, aveva colpito l’infrastruttura con droni e missili sul territorio russo, interrompendo temporaneamente i flussi di greggio.
La decisione ungherese ha suscitato la reazione di Sibiga, che ha accusato Budapest di trovarsi “dalla parte sbagliata della storia” e ha minacciato contromisure.
Le forniture sono state ripristinate il 28 agosto, ma l’incidente ha riacceso lo scontro diplomatico tra i due Paesi. Da mesi, infatti, i rapporti tra Budapest e Kiev restano tesi: il governo di Viktor Orbán si oppone a un’adesione rapida dell’Ucraina all’Unione europea, temendo ripercussioni economiche e un coinvolgimento diretto nel conflitto. Lo scorso giugno, il premier ungherese aveva già bloccato al vertice UE di Bruxelles una dichiarazione comune di sostegno a Kiev per l’avvio dei negoziati di adesione.

Lo stesso Trump, infine, aveva duramente condannato il sabotaggio dell’oleodotto Druzhba attraverso una missiva inviata al premier ungherese.
foto courtesy of ADF CPL Michael Rogers
