L’UE valuta l’invio di un emissario speciale per negoziare con Mosca sulla crisi ucraina.
L’Unione europea sta discutendo la possibile nomina di un emissario speciale incaricato di condurre negoziati con la Russia sul dossier ucraino, nel timore di restare esclusa dal tavolo delle trattative.
L’ipotesi era già stata esaminata durante il vertice dei leader UE del marzo 2025, quando si era pensato a un inviato europeo che affiancasse la delegazione ucraina nei colloqui. L’iniziativa non era però stata portata avanti.
Nelle ultime settimane, tuttavia, in diversi Paesi europei sono riemersi appelli al dialogo con Mosca. In particolare, il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni si sono espressi pubblicamente in favore di un maggiore coinvolgimento diplomatico. In questo contesto a Bruxelles è tornata sul tavolo l’idea di un emissario speciale. La preoccupazione dell’UE è di non riuscire a difendere efficacemente le proprie posizioni senza una presenza diretta nei negoziati, specialmente dopo la presa di distanza del protettore americano.
Restano però aperti numerosi nodi: il rango dell’eventuale emissario, a chi dovrebbe rispondere, se l’incarico sarebbe formale o informale e se rappresenterebbe l’intera UE (che fine farà la Kallas?) o una più ristretta “coalizione dei volenterosi”. L’Italia avrebbe proposto l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi, mentre tra i possibili candidati circola anche il nome del presidente finlandese Alexander Stubb.
In sostanza, l’UE, priva di una linea di politica estera chiara e coerente, finisce per navigare a vista, adattandosi di volta in volta ai nuovi rovesci della geopolitica.
foto Copyright: European Union
