8 Giugno 2026
EuropaPolitica

L’UE sorprende ancora: miliardi e legittimazione politica al terrorista al-Jolani.

L’Unione europea continua a sorprendere. E lo fa ancora una volta aprendo ufficialmente un nuovo capitolo nelle relazioni con la Siria del terrorista Ahmed al-Shaara (oggi ripulito da USA, Ue e Russia), intensificando, dopo l’erogazione del pacchetto di 2,5 miliardi di euro, la cooperazione politica ed economica.

La visita nella capitale siriana della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (non nuova a siglare accordi di cooperazione con dittatori sanguinari e sprezzanti dello Stato di diritto) e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa segna un passaggio politico di grande rilievo ma che nel contempo sorprende poco, rilanciando la deriva autoritaria dell’Ue.

Bruxelles parla di una “nuova partnership politica” a sostegno di una transizione pacifica e inclusiva, della riconciliazione nazionale e del reinserimento regionale della Siria. Ma colpisce come, in nome della stabilità e del pragmatismo geopolitico, l’UE continui ad aumentare i numeri e la portata della cooperazione con un leader dal passato jihadista, oggi pienamente legittimato come interlocutore unico del Paese.

Sul fronte economico, ed è questa la giustificazione che dovrebbe più far sorridere, l’Unione punta a rafforzare commercio e investimenti, coinvolgendo Damasco nelle iniziative del Patto per il Mediterraneo e promettendo un sostegno massiccio alla ricostruzione e alla ripresa socio-economica. Il tutto accompagnato da un ulteriore pacchetto finanziario di circa 620 milioni di euro per il biennio 2026-2027, destinato ad aiuti umanitari, “early recovery” e supporto bilaterale.

Von der Leyen ha parlato di “speranza” (una sentenza!) dopo decenni di paura e violenza statale, riconoscendo le “sfide” ancora aperte ma elogiando i “passi significativi” compiuti dalle autorità di transizione. Il tutto e il contrario di tutto, mentre nel Paese tiene banco la violenza settaria contro cristiani, alawiti e dove nel nord del Paese, giusto per citarne una , si massacrano le Forze democratiche siriane. Elementi che evidenziano le molte ombre che circondano la nuova leadership siriana e che alimenta interrogativi sul prezzo politico e morale di questa normalizzazione accelerata da parte dell’Ue.

Dopo aver rimosso tutte le sanzioni economiche nel 2025 e aver mobilitato oltre 38 miliardi di euro dal 2011 a oggi, l’UE quindi rilancia senza riserve sulla nuova Siria di al-Jolani. Una scelta che, mentre viene presentata come necessaria per la stabilità regionale e il futuro del popolo siriano, continua a sollevare perplessità e critiche su una cooperazione sempre più stretta con un uomo che fino a ieri incarnava il volto del terrorismo armato.

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