7 Settembre 2026
Europa

L’UE propone un nuovo prestito per sostenere l’Ucraina nel 2026-2027.

La Commissione europea ha presentato una proposta per garantire all’Ucraina un sostegno finanziario stabile nel 2026 e 2027, mentre il conflitto innescato dall’invasione russa si avvia verso il quinto anno. Lo hanno annunciato i commissari Valdis Dombrovskis e Marta Kos, sottolineando che il sostegno a Kiev resta una priorità strategica per l’Unione europea.

“Difendendo il proprio territorio, l’Ucraina ha protetto l’intero continente europeo dall’aggressione russa”, ha affermato Dombrovskis, ribadendo che l’Europa “può e deve” continuare a fornire il supporto necessario per garantire la stabilità finanziaria del Paese e la sua capacità di difesa. Secondo il commissario, si tratta di una condizione essenziale per raggiungere “una pace giusta e duratura”, capace di assicurare la sicurezza a lungo termine sia all’Ucraina sia all’Europa.

La proposta prevede l’erogazione dei fondi attraverso due strumenti già esistenti: l’assistenza macrofinanziaria e la Ukraine Facility. In particolare, l’assistenza macrofinanziaria viene definita uno strumento “collaudato”, in grado di fornire aiuti rapidi e flessibili, accompagnati da riforme strutturali e in coordinamento con i programmi del Fondo monetario internazionale. Entrambi i canali, ha precisato Dombrovskis, includono una forte condizionalità, soprattutto sul fronte della lotta alla corruzione.

Una parte significativa delle risorse – circa 60 miliardi di euro, secondo le indicazioni fornite – sarebbe destinata a rafforzare la capacità industriale della difesa ucraina, consentendo a Kiev di accedere alle attrezzature necessarie per la propria sicurezza e, al tempo stesso, sostenendo lo sviluppo delle industrie della difesa europee e ucraine.

Un punto centrale della proposta riguarda il rimborso del prestito: l’Ucraina, ha ribadito la Commissione, dovrà restituire il finanziamento solo nel caso in cui riceva riparazioni dalla Russia per i danni causati dalla guerra. In questo contesto, l’Unione si riserva il diritto di utilizzare i proventi dei beni russi immobilizzati nell’UE per coprire il rimborso del prestito.

Dombrovskis ha sottolineato l’urgenza di un’approvazione rapida del pacchetto e ha assicurato che la Commissione lavorerà a stretto contatto con Parlamento e Consiglio, oltre che con le autorità ucraine, per definire rapidamente la strategia di finanziamento. Sul piano internazionale, Bruxelles continuerà a coordinarsi con i partner del G7: finora, ha ricordato il commissario, sono già stati erogati 35 miliardi di euro all’Ucraina nell’ambito dell’iniziativa sui prestiti straordinari.

Nel suo intervento, la commissaria Kos ha evidenziato che il pacchetto va oltre il semplice sostegno finanziario. “Conferma che l’Europa continua a sostenere la parte più consistente degli aiuti a Kiev, non solo per la difesa immediata, ma anche per la ripresa e la futura prosperità del Paese”, ha affermato, ribadendo l’impegno verso il percorso di adesione dell’Ucraina all’UE.

La Ukraine Facility, ha spiegato Kos, sarà uno dei pilastri per l’erogazione del prestito e sarà strettamente collegata a un programma di riforme volto a sostenere i negoziati di adesione. Nonostante le difficoltà legate al contesto di guerra, la Commissione rivendica i risultati ottenuti: su 68 riforme previste dall’ultimo ciclo di pagamenti, 63 sono già state completate, in settori chiave come stato di diritto, lotta alla corruzione, energia, amministrazione pubblica e imprese statali.

“La strada delle riforme è difficile, soprattutto in tempo di guerra, ma funziona”, ha sottolineato Kos, aggiungendo che il nuovo prestito rafforzerà ulteriormente la preparazione dell’Ucraina all’ingresso nell’Unione.

Entrambi i commissari hanno infine ribadito che il sostegno a Kiev rappresenta un banco di prova per l’Europa. “L’esito della guerra di aggressione russa determinerà il futuro del nostro continente”, ha concluso Dombrovskis. “Questa proposta dimostra che l’Unione è determinata a sostenere l’Ucraina e, allo stesso tempo, a investire nella propria sicurezza”.