L’UE firma la Convenzione Onu contro il cybercrimine.
Oggi il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato una decisione che autorizza la Commissione Europea e gli Stati membri a firmare la Convenzione delle Nazioni Unite contro il cybercrimine. Il trattato internazionale stabilisce regole comuni a livello globale per rafforzare la cooperazione internazionale e lo scambio di prove elettroniche a supporto delle indagini e dei procedimenti penali.
“Le frodi informatiche, hacking su larga scala, abusi sessuali sui minori online e altre forme di cybercrimine sono in aumento. Con l’adozione di questo strumento legale internazionale abbiamo compiuto un passo importante nella lotta globale contro questi crimini”, ha dichiarato nell’occasione Peter Hummelgaard, ministro della Giustizia danese.
Armonizzazione della criminalizzazione dei reati.
Un punto centrale della Convenzione è la armonizzazione della criminalizzazione di alcuni reati informatici tra i Paesi firmatari. Questo significa che tutti i Paesi si impegnano a considerare reato nazionale condotte come frode informatica o intercettazioni illegali.
La Convenzione mira inoltre a criminalizzare atti legati a materiale sessuale su minori online, grooming e diffusione non consensuale di immagini intime, reati già puniti a livello europeo ma non ancora a livello internazionale.
Tutti i firmatari si impegnano a cooperare nelle indagini e nelle procedure penali previste dalla Convenzione, inclusa la raccolta e condivisione di prove elettroniche. Questo riguarda non solo i cybercrimini, ma anche reati gravi come la criminalità organizzata internazionale, se punibili con almeno quattro anni di reclusione.
Tutela dei diritti umani e protezione dei dati.
La Convenzione prevede garanzie importanti per evitare abusi da parte dei Paesi firmatari e impedire violazioni dei diritti umani fondamentali. Qualsiasi interpretazione che limiti la libertà di espressione, di coscienza, di religione o di riunione pacifica è esplicitamente esclusa.
La cooperazione internazionale può essere rifiutata se ritenuta strumentale a violazioni dei diritti umani, motivata politicamente, contraria alla legge interna o se necessaria per prevenire discriminazioni.
La Convenzione sarà aperta alla firma dal 25 ottobre 2025 al 31 dicembre 2026 e entrerà in vigore novanta giorni dopo il deposito del quarantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione. La Presidenza UE darà priorità alla finalizzazione della decisione del Consiglio per consentire la conclusione della Convenzione da parte dell’UE e dei suoi Stati membri, chiedendo il consenso del Parlamento Europeo.
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