5 Marzo 2026
Europa

L’UE finanzia l’Egitto con 5 miliardi per la transizione verde, ignorando repressione e diritti umani.

Mentre in Egitto diritti umani, libertà civili e stato di diritto sono sistematicamente calpestati, l’Unione Europea si appresta a lanciare un maxi-piano da 5 miliardi di euro per finanziare la transizione energetica del regime di Abdel Fattah al-Sisi. Il paradosso europeo, anche in questa occasione, è servito.

Il 15 giugno, la Commissione europea presenterà ufficialmente, insieme al governo egiziano, la piattaforma “EU-Egypt Investment Guarantee for Development Mechanism”, un meccanismo che punta a mobilitare investimenti in settori strategici come energia pulita, gestione idrica, agricoltura sostenibile e digitalizzazione. Il tutto mentre centinaia di oppositori politici, giornalisti e attivisti restano dietro le sbarre, spesso vittime di torture e processi farsa.

Del totale previsto, ben 1,8 miliardi di euro sono già stati stanziati nell’ambito del Partenariato Strategico e Globale UE-Egitto, formalizzato nel 2024, nonostante le continue denunce da parte di ONG e organismi internazionali sulle gravi violazioni dei diritti umani nel Paese nordafricano.

A rendere possibile questo flusso di fondi sarà il ricorso al Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+), accompagnato da risorse di istituzioni finanziarie europee e internazionali, in stretto coordinamento con gli Stati membri e il settore privato.

Il paradosso è lampante: da un lato Bruxelles proclama l’impegno per i diritti fondamentali, dall’altro versa miliardi nelle casse di un regime autoritario, giustificando tutto con la transizione ecologica e la “stabilità regionale”. Ma a quale costo?

Dietro l’operazione, in realtà, si cela la volontà dell’UE di blindare la cooperazione in materia migratoria e di sicurezza, accettando silenziosamente che le libertà fondamentali in Egitto restino lettera morta. Il tutto, ovviamente, sotto l’etichetta rassicurante della Global Gateway Strategy, la risposta europea alla Via della Seta cinese.

Mentre la società civile egiziana soffoca sotto un sistema repressivo, l’Europa si mostra più interessata a proteggere i propri interessi strategici ed energetici che a difendere i valori democratici su cui è fondata.

foto Mediamodifier da Pixabay.com