L’UE condanna l’intercettazione della flottiglia da parte di Israele: “Inaccettabile qualsiasi uso della forza ma metodo è sbagliato”
L’Unione Europea ha condannato con fermezza l’intercettazione israeliana della flottiglia umanitaria avvenuta il 30 aprile 2026, ribadendo che nessun attacco o uso della forza contro l’imbarcazione , inclusi droni e sequestri , è accettabile. Lo ha dichiarato l’Alto Rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, rispondendo a nome della Commissione europea.
“L’UE ribadisce il proprio appello a Israele affinché rispetti il diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale del mare”, ha sottolineato Kallas. “La libertà di navigazione sancita dal diritto internazionale deve essere garantita”.
Rispetto per gli attivisti, ma le flottiglie non sono la strada giusta.
Pur riconoscendo le motivazioni umanitarie di chi era a bordo , sensibilizzare l’opinione pubblica sulla catastrofica situazione a Gaza e portare aiuti a una popolazione in condizioni disperate , Bruxelles ha assunto una posizione articolata. “L’UE rispetta l’impegno umanitario degli attivisti a bordo della flottiglia e riconosce le difficoltà nel portare aiuti a Gaza”, ha dichiarato Kallas, aggiungendo però che l’UE “sconsiglia le flottiglie come forma di consegna degli aiuti, in quanto mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti”.
Una distinzione netta, dunque, tra la legittimità degli obiettivi e i mezzi scelti per perseguirli.
L’Accordo di Associazione con Israele: la sospensione richiede l’unanimità.
Sul fronte diplomatico più ampio, Kallas ha ricordato che , alla luce della situazione a Gaza e a seguito di una revisione degli obblighi di Israele ai sensi dell’articolo 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele, condotta dall’Alto Rappresentante con il sostegno della maggioranza degli Stati membri , la presidente della Commissione von der Leyen aveva proposto un pacchetto di misure nel discorso sullo Stato dell’Unione del settembre 2025. Le discussioni in seno al Consiglio su quel pacchetto sono tuttora in corso.
Il nodo politico, però, rimane irrisolto: qualsiasi decisione di sospendere l’Accordo di Associazione richiede l’unanimità del Consiglio, ovvero il consenso di tutti e 27 gli Stati membri. Un ostacolo che, allo stato attuale, rende la sospensione dell’accordo uno scenario tutt’altro che immediato.
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