7 Ottobre 2026
Europa

L’Ue ancora fuori dalla porta, Cremlino: “Ai colloqui di pace sull’Ucraina niente rappresentanti europei”.

Il prossimo round di colloqui di pace tra Russia e Ucraina, previsto a Ginevra il 17 e 18 febbraio, si svolgerà in un formato trilaterale che esclude la partecipazione europea. Lo ha chiarito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, precisando che al tavolo saranno presenti esclusivamente Russia, Stati Uniti e Ucraina.

“Si tratterà di un formato trilaterale: Russia, America e Ucraina. Non ci saranno rappresentanti europei”, ha dichiarato Peskov durante un briefing con la stampa, escludendo anche il coinvolgimento diretto dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali.

I negoziati rappresentano il nuovo passo nel processo di mediazione promosso da Washington. La delegazione russa sarà guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, mentre Kiev ha confermato l’avvio dei preparativi per l’incontro.

Russia e Ucraina hanno già tenuto due round di colloqui mediati dagli Stati Uniti ad Abu Dhabi, a gennaio e all’inizio di febbraio, incontri che hanno portato al primo scambio di prigionieri di guerra dopo cinque mesi di stallo.

Le nuove consultazioni erano state anticipate dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che aveva indicato proprio le date del 17 e 18 febbraio. Anche i rappresentanti ucraini hanno confermato la sede di Ginevra, mentre le autorità statunitensi non hanno ancora commentato ufficialmente le dichiarazioni russe.

Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov ha annunciato che la delegazione di Kiev includerà, oltre a lui, il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov e il capo di Stato maggiore Andrii Hnatov. «L’obiettivo resta una pace stabile e duratura», ha dichiarato, sottolineando la natura politica, militare e di sicurezza del processo negoziale.

Aperture economiche tra Mosca e Washington.

Peskov ha inoltre commentato indiscrezioni su possibili forme di cooperazione economica tra Russia e Stati Uniti, affermando che esisterebbe un interesse reciproco, ma che difficilmente si potranno registrare progressi concreti prima di una soluzione sul conflitto ucraino.

Secondo alcune ricostruzioni, Mosca avrebbe proposto a Washington un partenariato economico più ampio, comprendente investimenti comuni nel settore del gas naturale e delle materie prime strategiche, con particolare attenzione al possibile ritorno della Russia al sistema di pagamenti in dollari.

Il portavoce del Cremlino ha sottolineato infine che Mosca non avrebbe mai abbandonato l’uso della valuta statunitense, sostenendo che le limitazioni sarebbero state imposte dagli Stati Uniti. “Se il dollaro resterà attrattivo, tornerà a essere utilizzato insieme ad altre valute”, ha dichiarato, evidenziando però la crescente concorrenza di alternative monetarie.

foto Kremlin.ru