L’Onu ribadisce il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale della Somalia.
Le Nazioni Unite – per quello che conta visto il pregresso – hanno riaffermato il pieno rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’unità della Somalia, come sancito dalla risoluzione 2809 del Consiglio di Sicurezza. Il richiamo è arrivato nel corso di una sessione d’emergenza convocata dopo la decisione di Israele di riconoscere il Somaliland, regione secessionista somala, come Stato indipendente.
A intervenire è stato Khaled Khiari, sottosegretario generale dell’Onu per il Medio Oriente, l’Asia e il Pacifico nei dipartimenti per gli Affari politici e il Peacebuilding e per le Operazioni di pace. “Il Consiglio di Sicurezza – ha ricordato – ha ripetutamente riaffermato il rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale, dell’indipendenza politica e dell’unità della Somalia, come confermato più recentemente dalla risoluzione 2809 del 23 dicembre 2025”.
Khiari ha invitato sia la Somalia sia il Somaliland a “impegnarsi in un dialogo pacifico e costruttivo” e a evitare qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare la situazione.
Durissima la presa di posizione dell’ambasciatore somalo all’Onu, Abukar Dahir Osman, intervenuto a nome della Somalia e del gruppo A3+ (Algeria, Guyana e Sierra Leone). “L’A3+ condanna con forza l’evidente attacco di Israele all’unità e all’integrità territoriale della Somalia attraverso il riconoscimento della cosiddetta regione del Somaliland”, ha dichiarato, sottolineando che si tratta di “un’entità priva di qualsiasi capacità legale di stipulare accordi o ottenere riconoscimenti internazionali”.
Osman ha inoltre avvertito che “il futuro dei popoli palestinese e somalo non può essere utilizzato come merce di scambio”, definendo la mossa israeliana un precedente pericoloso e una seria minaccia alla pace e alla sicurezza regionali e internazionali.
La Cina, attraverso il vice rappresentante permanente Sun Lei, ha espresso forte preoccupazione per il riconoscimento israeliano, giudicato un fattore di ulteriore destabilizzazione nel Corno d’Africa. “Il Somaliland è parte integrante del territorio somalo – ha affermato – e la Cina sostiene fermamente la sovranità, l’unità e l’integrità territoriale della Somalia, opponendosi a qualsiasi tentativo di smembramento”.
Sulla stessa linea la Russia. La consigliera senior Dina Gilmutdinova ha avvertito che decisioni come quella adottata da Tel Aviv “rischiano di complicare ulteriormente gli sforzi di Mogadiscio e dei suoi partner nella lotta contro il terrorismo di al-Shabaab”.
Posizione isolata quella degli Stati Uniti. La vice rappresentante americana all’Onu, Tammy Bruce, ha criticato la convocazione della riunione d’emergenza, accusando il Consiglio di “persistenti doppi standard”. Bruce ha paragonato il riconoscimento israeliano del Somaliland al riconoscimento della Palestina da parte di alcuni Stati membri, sostenendo che in quel caso “non fu convocata alcuna riunione d’emergenza”. Ha comunque precisato che “non vi è alcun cambiamento nella politica degli Stati Uniti” e che Washington non ha annunciato alcun riconoscimento del Somaliland.
A rispondere è stato l’ambasciatore sloveno Samuel Zbogar, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, che ha ricordato come il riconoscimento della Palestina sia legato “all’innegabile diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione”. “La Palestina non fa parte di alcuno Stato ed è territorio illegalmente occupato, come stabilito dalla Corte internazionale di giustizia”, ha spiegato, sottolineando che “il Somaliland, al contrario, è parte di uno Stato membro delle Nazioni Unite” e che il suo riconoscimento viola la Carta dell’Onu.
foto UN Photo/Eskinder Debebe
