13 Maggio 2026
Sardegna

Long Covid, scoperta la base genetica: uno studio internazionale rivela nuove varianti legate alla sindrome.

Una svolta nella comprensione del Long Covid: un ampio studio genetico internazionale, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Genetics, ha identificato nuove varianti genetiche che aumentano il rischio di sviluppare la sindrome post-virale legata al SARS-CoV-2. Si tratta di un risultato pionieristico, che getta nuova luce su una condizione ancora in gran parte sconosciuta e che colpisce milioni di persone in tutto il mondo con sintomi persistenti come stanchezza cronica, difficoltà cognitive, dolori muscolari e problemi respiratori.

Al centro dello studio, un’analisi di associazione su scala genomica (GWAS), che ha messo a confronto il DNA di 6.450 pazienti affetti da Long Covid con quello di oltre un milione di controlli sani. Il lavoro ha individuato un locus genetico sul cromosoma 6, in prossimità del gene FOXP4, già noto per il suo ruolo nella risposta immunitaria e nelle infezioni respiratorie. La presenza della variante individuata aumenta del 60% il rischio di sviluppare la sindrome, secondo le stime emerse dallo studio, validato successivamente su 9.500 casi aggiuntivi e oltre 700.000 controlli.

“La ricerca dimostra in modo chiaro che la predisposizione genetica gioca un ruolo cruciale nel determinare chi svilupperà il Long Covid”, spiegano i ricercatori. “Identificare i soggetti a rischio potrà migliorare la prevenzione, ma anche guidare strategie cliniche più efficaci nella gestione dei sintomi”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 10% e il 20% di chi ha contratto il Covid-19 sviluppa sintomi persistenti, che possono durare mesi o anni, incidendo pesantemente sulla qualità della vita e sull’efficienza dei sistemi sanitari. Fino ad oggi, le cause biologiche alla base del Long Covid restavano in gran parte sconosciute. Questo studio rappresenta il primo passo concreto verso una comprensione scientifica più profonda del fenomeno.