Londra frena sulla confisca dei beni russi: senza accordo Ue i “capitani coraggiosi” non agiscono.
Il Regno Unito non procederà unilateralmente alla confisca dei beni russi congelati dopo il fallimento del vertice dell’Unione Europea sull’argomento. Lo riferisce il Financial Times, citando un funzionario del governo britannico, secondo cui Londra non intende muoversi senza un coordinamento internazionale.
“Non agiremo senza i nostri partner”, ha dichiarato la fonte, precisando che il Regno Unito continuerà a lavorare a stretto contatto con il G7 e con l’UE sul finanziamento dell’Ucraina. In precedenza, Londra aveva valutato la possibilità di destinare fino a otto miliardi di sterline a Kiev utilizzando i fondi russi congelati.
Secondo il Financial Times, il governo britannico ha inoltre deciso di anticipare al 2026 le garanzie sui prestiti della Banca Mondiale per un valore di due miliardi di dollari, al fine di far fronte alle esigenze finanziarie urgenti dell’Ucraina. Il quotidiano sottolinea che il Regno Unito resta impegnato a fornire tre miliardi di sterline all’anno in aiuti militari a Kiev fino al 2030.
Il vertice dell’UE si è concluso nelle prime ore di venerdì, dopo 17 ore di negoziati, senza riuscire a superare l’opposizione del Belgio alla confisca dei beni sovrani russi. I leader europei hanno tuttavia confermato il congelamento a tempo indeterminato degli asset, senza indicare prospettive concrete per una loro restituzione volontaria nel prossimo futuro.
Nel frattempo, i Paesi dell’Unione Europea hanno deciso di garantire all’Ucraina un finanziamento complessivo di 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, attraverso un prestito al quale Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno ufficialmente rifiutato di partecipare. Il prestito sarà concesso a tasso zero e dovrà essere rimborsato solo nel caso in cui Kiev ottenga risarcimenti completi dalla Russia, stimati da Bruxelles in oltre 500 miliardi di euro.
In precedenza, la Commissione europea aveva dichiarato l’Ucraina insolvente, sostenendo l’impossibilità di concederle prestiti tradizionali. Bruxelles ha quindi optato per un finanziamento diretto sotto forma di sovvenzioni.
foto Air Force Airman 1st Class Robert Nichols
