Sardegna

Loceri: una settimana senza Internet, pronta la denuncia contro TIM.

Nel 2026, nell’Europa delle reti digitali e della transizione tecnologica o, meglio nella Regione del “cambio di passo”, c’è ancora un Comune che può essere spento con un interruttore. Succede a Loceri, dove da una settimana l’intera amministrazione è senza connessione Internet.

Un blackout prolungato, grave e ormai intollerabile, che paralizza gli uffici comunali e rende impossibile l’erogazione dei servizi pubblici essenziali.

A chiamare in causa TIM – Telecom Italia S.p.A., è stata proprio l’amministrazione locale, , per la quale si tratta di un disservizio che, per durata e modalità, assume i contorni di una vera e propria interruzione di pubblico servizio.

Nonostante la segnalazione del guasto e i ripetuti solleciti, dopo sette giorni non è arrivato nulla: né il ripristino del servizio, né risposte chiare, né tempi certi, né un’interlocuzione degna di questo nome.

Gli uffici sono di fatto bloccati: pratiche ferme, attività sospese, cittadini lasciati senza risposte. Una condizione che diventa ancora più allarmante in queste ore di allerta meteo, quando il Comune dovrebbe poter contare su collegamenti affidabili con la Protezione civile e su canali efficaci di comunicazione con la popolazione.

“È una situazione gravissima e inaccettabile – dichiara il sindaco Gianfranco Lecca –. Un Comune non può essere lasciato isolato per una settimana intera, senza risposte e senza soluzioni. Se il servizio non verrà ripristinato immediatamente, procederemo alla denuncia per interruzione di pubblico servizio”.

Il paradosso è evidente: il Comune era stato informato dell’esistenza di un guasto, ma in un’intera settimana non è stato possibile risolverlo né garantire un livello minimo di assistenza a un ente pubblico che ha il dovere di tutelare sicurezza, informazione e continuità dei servizi.

E mentre in Sardegna si spendono milioni di euro in eventi sportivi, storytelling sullo “sviluppo” e narrazioni patinate sulla visione del futuro, la realtà nelle aree rurali resta quella di un territorio dimenticato, dove i servizi essenziali non sono degni nemmeno di un Paese dell’Unione europea. Qui non manca la retorica, bensì i servizi.

foto trolvag