Europa

Lobbying per Paesi extra Ue, luci e ombre sui finanziamenti a ELNET.

Quante porte si aprono nelle istituzioni europee per organizzazioni che operano a favore di Paesi terzi e sono finanziate da donatori extra Ue? Il tema è al centro di un’interrogazione presentata dall’eurodeputata irlandese Lynn Boylan che ha chiesto chiarimenti alla Commissione sul ruolo dell’European Leadership Network (ELNET), gruppo di pressione filo-israeliano attivo a Bruxelles.

L’iniziativa prende le mosse da un’inchiesta del sito The Intercept, secondo cui dal 2022 ELNET avrebbe ricevuto oltre 11 milioni di dollari da finanziatori con sede negli Stati Uniti. Un flusso di risorse che, secondo Boylan, solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’influenza esercitata su decisori politici europei da un’organizzazione “che rappresenta gli interessi di un Paese non Ue ed è sostenuta in larga parte da un altro Paese terzo”.

Nella sua interrogazione l’eurodeputata ha chiesto di conoscere il numero di incontri avvenuti dal giugno 2024 tra funzionari della Commissione e del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) con rappresentanti di ELNET, se le istituzioni fossero consapevoli dell’entità dei finanziamenti statunitensi e se intendano in futuro rifiutare contatti con l’organizzazione.

Nella risposta a nome della Commissione Ue, l’Alto rappresentante Kaja Kallas, ha difeso la legittimità dei rapporti. “La Commissione – si legge – dialoga con ELNET come con molte altre organizzazioni non governative che ricevono fondi da diverse fonti. Tra le attività dell’associazione figurano visite di ex alti funzionari israeliani alle istituzioni europee e richieste di incontri con dirigenti Ue, che se l’agenda lo consente possono svolgersi per normali scambi di informazioni. Funzionari di Commissione e SEAE partecipano inoltre come relatori a eventi organizzati da ELNET a Bruxelles o Tel Aviv, ritenuti occasioni per esprimere pubblicamente la posizione dell’Ue sul Medio Oriente”.

La Kallas, ancora, ha affermato che, in base all’Accordo interistituzionale sul registro per la trasparenza, anche soggetti che rappresentano interessi di Paesi terzi possono iscriversi. “L’ELNET risulta regolarmente registrata e tenuta a dichiarare le proprie fonti di finanziamento; gli incontri con i suoi rappresentanti vengono pubblicati secondo le regole vigenti”.

Una replica, però, che non chiude le polemiche sul peso del lobbying straniero a Bruxelles e sui confini tra dialogo istituzionale e influenza politica, in un contesto geopolitico sempre più sensibile.