14 Settembre 2026
Sardegna

Liste d’attesa, Agenas: in Sardegna dati in peggioramento per le prime visite

Come previsto (e non raccontato nella narrazione quotidiana del “governo dei migliori e puri’) e confermato anche nel numero 0 del Bollettino trimestrale Agenas sul monitoraggio delle Liste di Attesa, i dati sulle liste d’attesa in Sardegna raccontano un progressivo deterioramento rispetto al 2025.

A livello nazionale, i dati evidenziano un incremento dell’attività erogata: le prenotazioni complessive passano da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nello stesso periodo del 2026, con oltre 1,6 milioni di prestazioni in più garantite entro i tempi previsti. Il rispetto dei tempi di garanzia per le prime visite sale dal 76,4% al 78,5%, mentre per gli esami diagnostici passa dall’82,8% all’84,6%. I miglioramenti più significativi riguardano le prestazioni a priorità Urgente e Breve, ma progressi si registrano anche su esami ad alta domanda e storicamente più critici, come colonscopie e visite dermatologiche , pur restando, queste ultime, tra le prestazioni con le percentuali di rispetto dei tempi più basse in assoluto.

La Sardegna resta tra le regioni che peggiorano per le prime visite.

Se il quadro nazionale mostra un trend in miglioramento, non tutte le Regioni seguono la stessa direzione , e la Sardegna è tra quelle che destano maggiore preoccupazione. Per le prime visite specialistiche, l’isola registra infatti un peggioramento netto rispetto all’anno precedente: la percentuale di rispetto dei tempi di garanzia scende dal 69,2% al 64,1%, un calo che colloca la Sardegna tra le poche Regioni, insieme ad Abruzzo, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento, ad andare in controtendenza rispetto al miglioramento generale.

Anche sul fronte degli esami diagnostici il dato regionale non è confortante: la Sardegna, pur mostrando un lieve miglioramento , dal 73,7% al 78,3% , resta comunque sotto la soglia dell’80%, insieme a Provincia Autonoma di Trento, Puglia e Umbria, a testimonianza di un sistema che fatica a tenere il passo rispetto alle altre realtà regionali.

Un ulteriore elemento critico riguarda l’attribuzione delle classi di priorità in fase di prescrizione, che il Bollettino segnala come fonte di significativa eterogeneità tra le Regioni, con ricadute dirette sulle percentuali di rispetto dei tempi di garanzia. Anche su questo fronte la Sardegna non emerge tra i modelli virtuosi presentati nella sezione dedicata alle buone pratiche, che nel primo numero del Bollettino premia le iniziative di Toscana e Piemonte: la prima per aver ridotto le prescrizioni inappropriate di prime visite dermatologiche attraverso l’intelligenza artificiale, la seconda per aver sviluppato algoritmi di ottimizzazione delle agende capaci di portare le prenotazioni a priorità Breve da circa il 50% a oltre il 95% in tre anni.

La Sardegna, andando oltre la stucchevole narrazione della maggioranza del Campo largo, continua a non riuscire a invertire una tendenza che, al momento, la vede muoversi in direzione opposta rispetto al resto del Paese.