L’Iran snobba il vertice di Sharm El-Sheikh. Araghchi: “Non parleremo con aggressori
Sharm El-Sheikh, la località turistica egiziana, ospita oggi il vertice internazionale con la partecipazione di leader di oltre 20 Paesi, finalizzato a porre fine alla guerra israeliana su Gaza. Tuttavia, l’Iran ha annunciato che non parteciperà all’incontro.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha spiegato che la Repubblica Islamica non può interagire con coloro che hanno attaccato il popolo iraniano e continuano a minacciare il Paese. In un post su X, Araghchi ha ringraziato il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi per l’invito, sottolineando però che “né il presidente Pezeshkian né io possiamo dialogare con controparti che hanno attaccato il popolo iraniano e continuano a minacciarci e a sanzionarci”.
Contesto e motivazioni.
Il riferimento del diplomatico riguarda i raid aerei statunitensi su obiettivi iraniani durante la guerra di 12 giorni in Israele a giugno, nonché le sanzioni illegali che colpiscono il sostentamento del popolo iraniano.
Araghchi ha comunque chiarito che l’Iran sostiene qualsiasi iniziativa volta a porre fine al genocidio israeliano a Gaza e a garantire l’espulsione delle forze occupanti: “I palestinesi hanno pieno diritto a realizzare la loro autodeterminazione e tutti gli Stati sono più che mai obbligati ad aiutarli nella loro causa legittima”, ha aggiunto.
Il ministro ha poi ribadito che la Repubblica Islamica è e resterà una forza vitale per la pace nella regione: “Contrariamente al regime israeliano genocida, l’Iran non cerca guerre infinite — soprattutto a spese dei presunti alleati — ma persegue pace, prosperità e cooperazione durature”, ha dichiarato Araghchi.
Il vertice di Sharm El-Sheikh.
Il summit, co-presieduto dal presidente egiziano El-Sisi e dal presidente statunitense Donald Trump, è volto a siglare un accordo formale di cessate il fuoco tra Israele e Gaza, con la partecipazione di leader internazionali di primo piano. L’assenza dell’Iran rappresenta un segnale politico significativo nel contesto degli sforzi diplomatici per la pace nella regione.
foto UN Photo/Manuel Elías
