“L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”: dieci anni di ossessione trumpiana diventata guerra
“È molto semplice: l’Iran non può avere un’arma nucleare.” Lo ha detto Donald Trump decine di volte, in campagna elettorale, nei comizi, nelle interviste, sui social. Ora, come lo scorso mese di giugno e nel corso dell’ultimo anno del primo mandato, lo ha tradotto in bombe.
A ricordare l’ossessione trumpiana per l’Iran, arriva un documento che raccoglie 74 dichiarazioni del presidente sull’argomento che, a partire dal 2015, rappresenta la prova della coerenza e della determinazione di Trump su quello che ha sempre definito il suo obiettivo primario in politica estera: impedire a Teheran di dotarsi dell’atomica.
Un mantra lungo un decennio.
Il filo conduttore è sempre lo stesso, ripetuto con variazioni minime e ossessiva costanza. “Non voglio molto da loro – solo che non abbiano un’arma nucleare. È tutto”, dichiarava Trump nell’ottobre 2024. “L’Iran può diventare un Paese ricco e prospero, ma non può avere un’arma nucleare, perché il mondo sarebbe distrutto”, aggiungeva nel maggio 2025.
Toni che si fanno via via più ultimativi con l’avvicinarsi – secondo le valutazioni dell’intelligence americana – della soglia nucleare iraniana. “Stanno ricominciando daccapo”, ha dichiarato il 24 febbraio scorso, a pochi giorni dall’avvio dei bombardamenti. “Una cosa è certa: non permetterò mai al principale sponsor del terrorismo mondiale di avere un’arma nucleare.”
Dall’operazione “Midnight Hammer” all’escalation attuale.
Il documento della Casa Bianca fa riferimento esplicito all’operazione “Midnight Hammer”, presentata come un primo avvertimento militare già recapitato a Teheran. Nonostante ciò, secondo Trump, l’Iran avrebbe ripreso il programma nucleare, fornendo la giustificazione per l’attuale offensiva congiunta con Israele.
“Dopo Midnight Hammer erano stati avvertiti di non tentare di ricostruire il loro programma di armamenti, e in particolare quello nucleare. Eppure hanno continuato”, ha dichiarato il presidente il 24 febbraio.
“Non voglio l’arricchimento, punto”.
Particolarmente netta la posizione sull’arricchimento dell’uranio, tornata al centro dei negoziati nei mesi scorsi. “Non vogliamo alcun arricchimento”, ha affermato Trump, bocciando qualsiasi formula di compromesso. Una linea che ha di fatto chiuso ogni margine diplomatico, trasformando quello che per anni era stato un obiettivo dichiarato in casus belli.
Il documento, nella sua forma di catalogo quasi liturgico, serve a un preciso scopo narrativo: presentare l’intervento militare non come una scelta improvvisa o avventurista, ma come il punto d’arrivo inevitabile di una posizione invariata da oltre vent’anni. Una guerra annunciata, insomma.
foto R. Nial Bradshaw, Air Force
