L’Iran avverte: “In Libano meridionale si rischia di ripetere lo schema di Gaza”
Lo schema di distruzioni e sfollamenti forzati osservato in Palestina potrebbe ripetersi nel Libano meridionale. È l’avvertimento lanciato da Ali Bahreini, ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, che ha chiesto un’assunzione di responsabilità a livello internazionale per le azioni attribuite a Israele.
Intervenendo martedì alla 63ª sessione del Consiglio Onu per i diritti umani, Bahreini ha definito la condizione dei palestinesi una delle manifestazioni più gravi di repressione razziale oggi. A suo dire, la “macchina genocida” di Israele non si è fermata e il governo israeliano ricorrerebbe a discriminazione sistematica e apartheid, richiamando in proposito le conclusioni della Corte internazionale di giustizia.
L’ambasciatore ha chiesto che i responsabili di quella che ha definito una struttura criminale siano chiamati a rispondere delle proprie azioni e ha esortato gli Stati Uniti e alcuni Paesi europei a porre fine al sostegno e alla protezione offerti a Israele.
Il fronte libanese.
Passando al Libano meridionale, il diplomatico iraniano ha affermato che lo stesso modello si starebbe delineando anche lì, citando la distruzione sistematica di abitazioni, terreni agricoli, infrastrutture idriche e servizi essenziali, oltre a misure che impedirebbero ai civili di fare ritorno nelle proprie zone.
Bahreini ha chiesto che tali azioni vengano esaminate alla luce dell’articolo 2(c) della Convenzione sul genocidio, che riguarda l’imposizione deliberata di condizioni di vita volte a determinare la distruzione fisica di un gruppo.
Il Consiglio per i diritti umani, è stato detto nel corso dell’intervento, sta esaminando anche un rapporto sulle aziende legate agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
foto hosny salah da Pixabay.com
