L’Iran attacca una base aerea americana in Kuwait: la spirale di tensione non si arresta
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana (IRGC) ha annunciato nelle prime ore di giovedì di aver preso di mira una base aerea statunitense in Kuwait, in risposta a quello che ha definito un’aggressione americana nei pressi dell’aeroporto di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. Secondo quanto riportato dall’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, l’attacco ritorsivo è scattato alle 4:50 ora locale (01:20 GMT).
“Questa risposta è un avvertimento serio, affinché il nemico sappia che l’aggressione non resterà senza risposta e che, se ripetuta, la nostra reazione sarà ancora più decisa”, si legge nella dichiarazione dell’IRGC. Il Comando militare statunitense non ha rilasciato commenti immediati.
Sul versante americano, un funzionario Usa aveva già reso noto in precedenza che le forze statunitensi avevano abbattuto quattro droni iraniani che minacciavano la navigazione nei pressi dello Stretto di Hormuz e colpito una stazione di controllo a terra a Bandar Abbas, da cui stava per essere lanciato un quinto drone. “Queste azioni erano misurate, puramente difensive e finalizzate a preservare il cessate il fuoco”, aveva dichiarato la fonte, che ha chiesto di restare anonima.
Gli ultimi episodi si inseriscono in una escalation più ampia: nei giorni scorsi il Comando Centrale americano (CENTCOM) aveva già confermato una precedente serie di attacchi nel sud dell’Iran, diretti contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane accusate di tentare di posare mine. Teheran aveva bollato quei raid come una “grave violazione del cessate il fuoco”.
Sullo sfondo, rimane aperta la partita diplomatica. Il presidente Trump , che ha prorogato a tempo indeterminato la tregua entrata in vigore l’8 aprile grazie alla mediazione pakistana , ha ammesso di non essere “soddisfatto dell’andamento dei negoziati. Dovremo semplicemente finire il lavoro”.
foto Navy
