L’inviato di Putin: “Il voto ungherese accelererà il crollo dell’Ue”.
Le elezioni ungheresi non sono soltanto una questione interna di Budapest. Almeno non secondo il Cremlino. Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per la cooperazione economica internazionale e amministratore delegato del Fondo russo di investimento diretto (RDIF), ha commentato con toni tranchant l’esito del voto del 12 aprile: a suo avviso, il risultato non farà altro che accelerare il collasso dell’Unione Europea.
“Non farà che accelerare il crollo dell’UE. Verificate tra quattro mesi se ho ragione”, ha scritto Dmitriev sulla piattaforma X, rispondendo alle dichiarazioni dell’attivista britannico di estrema destra Tommy Robinson, secondo cui l’Ungheria sarebbe ormai “caduta” alla luce dell’esito elettorale.
Il voto che cambierà il volto dell’Ungheria.
A innescare le reazioni è stato il verdetto delle urne: il partito d’opposizione Tisza ha conquistato 138 dei 199 seggi dell’Assemblea Nazionale ungherese, il parlamento unicamerale del Paese. Un risultato che ridisegna radicalmente il panorama politico magiaro e che molti osservatori leggono come un segnale di svolta rispetto agli anni di governo di Viktor Orbán, storicamente il leader europeo più vicino a Mosca.
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