11 Agosto 2026
Europa

L’inviata Onu Francesca Albanese denuncia: “Genocidio israeliano a Gaza con la complicità della comunità inernazionale”.

Dura presa di posizione della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, che ha denunciato quella che ha definito la “brutalità del genocidio israeliano” nella Striscia di Gaza, accusando la comunità internazionale di una diffusa complicità.

Albanese ha scritto sulla piattaforma social X di aver sollevato la questione nel corso del Doha Forum: “Ho denunciato la brutalità del genocidio israeliano, portato avanti con la complicità di troppi Stati”, ha affermato.

La relatrice Onu ha lanciato un appello diretto ai governi, invitandoli ad agire con urgenza per difendere il ruolo delle Nazioni Unite e ciò che resta del multilateralismo. “Gli Stati che vogliono preservare il multilateralismo devono costruire rapidamente nuove alleanze e agire davvero come Nazioni Unite, isolando i bulli”, ha dichiarato.

Secondo dati citati da Albanese, dall’ottobre scorso oltre 70.000 persone, in larga parte donne e bambini, sarebbero state uccise a Gaza. Azioni che numerosi Paesi e organizzazioni internazionali qualificano come genocidio. Parallelamente, prosegue il procedimento avviato nel 2023 dal Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia, che accusa Israele di atti genocidari nell’enclave palestinese.

Sebbene due mesi fa sia stato raggiunto un cessate il fuoco, le violazioni israeliane continuerebbero, secondo fonti internazionali, senza una reale interruzione.

Nel suo rapporto pubblicato a ottobre, intitolato “Gaza Genocide: a collective crime”, Albanese aveva già puntato il dito contro la responsabilità di “Stati terzi”, accusati di aver fornito sostegno diretto, aiuti materiali, copertura diplomatica e, in alcuni casi, una partecipazione attiva alle operazioni israeliane a Gaza.

foto UN Photo/Mark Garten