7 Ottobre 2026
Europa

Licenziato per una domanda alla Commissione europea su Gaza. La vicenda Nunziati.

Una domanda “tecnicamente scorretta” è costata il posto di lavoro a Bruxelles al giornalista italiano Gabriele Nunziati, reo di aver chiesto al portavoce della Commissione europea, a chi andranno imputate le spese per la ricostruzione di Gaza.

“Se la Russia deve pagare per la ricostruzione dell’Ucraina, Israele dovrebbe pagare per la ricostruzione di Gaza, visto che ha praticamente distrutto l’intera Striscia?”, ha chiesto Nunziati in conferenza stampa.

L’agenzia Nova sostiene che la domanda posta dal giornalista “ha messo a disagio l’organo di stampa” e che era “tecnicamente errata” perché equiparava la distruzione della Striscia di Gaza a quella dell’Ucraina.

Nunziati, dal canto suo, ha dichiarato che “la domanda è una domanda, e in quanto tale lascia spazio all’interlocutore di rispondere ed esprimere la propria posizione”. Ha aggiunto: “Se la domanda fosse basata su presupposti completamente errati o fosse tecnicamente sbagliata, la portavoce con grande esperienza mi avrebbe sicuramente detto che la domanda non sussiste”.

La Commissione europea, intanto, ha dichiarato che “attribuisce la massima importanza alla libertà di stampa” ma, sulla vicenda, non ha espresso alcuna critica verso il licenziamento. L’Ue, si sà, è brava solo nelle azioni poco sostanziali…

Una circostanza, infine che pone una domanda più ampia: quanto è realmente libera la stampa quando la domanda rischia di “mettere in crisi” l’interlocutore o i rapporti tra testata e istituzione?

A voglia a sostenere le Slapp e mettere milioni di euro per call di Creative Europe per il “pluralismo dell’informazione”…

foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP