Libertà di stampa, MFRR: “In Italia continua il deterioramento”
La libertà di stampa in Italia continua a registrare un progressivo peggioramento. È quanto emerge dal nuovo rapporto del Media Freedom Rapid Response (MFRR), il consorzio europeo che monitora lo stato della libertà dei media nei Paesi dell’Unione.
Secondo il rapporto, l’Italia ha proseguito su una traiettoria negativa, con una ulteriore erosione della libertà dei media. In particolare, il documento individua quattro ambiti particolarmente critici: l’ingerenza politica nella Rai, il pluralismo e la concentrazione del mercato editoriale, il crescente ricorso alle querele temerarie (SLAPP) e le minacce digitali nei confronti dei giornalisti.
La situazione della Rai viene indicata come l’aspetto più preoccupante. Secondo il MFRR, i modelli di governance e finanziamento del servizio pubblico non sono conformi agli standard previsti dall’European Media Freedom Act (EMFA). Il rapporto evidenzia inoltre come la Commissione parlamentare di Vigilanza sia rimasta di fatto paralizzata per due anni a causa del boicottaggio della maggioranza, una situazione culminata con le dimissioni della presidente e dei componenti della Commissione nel luglio 2026.
Il Consorzio esprime poi forti preoccupazioni per il pluralismo dell’informazione, richiamando la recente cessione delle attività editoriali del Gruppo GEDI. L’operazione, si legge nel rapporto, riporta al centro il tema della concentrazione del mercato dei media e dei possibili riflessi sull’indipendenza editoriale, in un sistema già caratterizzato da elevati livelli di concentrazione proprietaria.
Un altro elemento di forte criticità riguarda le querele temerarie. Il MFRR sottolinea come le intimidazioni legali rappresentino uno degli strumenti più utilizzati contro il giornalismo d’inchiesta. Alla permanenza di una disciplina sulla diffamazione penale tra le più severe d’Europa si aggiunge il frequente ricorso alle SLAPP da parte di esponenti politici e figure istituzionali di alto livello. Il Consorzio giudica inoltre insufficiente il recepimento della direttiva europea anti-SLAPP, ritenendo che l’approccio adottato dal Governo sia limitato e prevalentemente formale.
Infine, il rapporto dedica ampio spazio alle minacce digitali. L’Italia viene indicata tra i casi più preoccupanti in Europa dopo lo scandalo dello spyware Graphite, che ha coinvolto alcuni giornalisti. Il documento segnala inoltre attacchi informatici, campagne di phishing e altre violazioni digitali, rilevando come le misure adottate dalle istituzioni per proteggere giornalisti e fonti siano ancora insufficienti. Per il MFRR è urgente una riforma del quadro normativo nazionale in linea con quanto previsto dall’European Media Freedom Act.
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