7 Marzo 2026
Europa

Libertà di stampa a un bivio: l’appello all’OSCE.

In un momento storico segnato da narrazioni polarizzate, disinformazione e repressione digitale, la libertà di stampa appare sempre più fragile e sotto attacco. È questo il monito lanciato da Olga Algayerova, già sottosegretaria generale delle Nazioni Unite (2017-2023) e membro del comitato consultivo dell’International Institute for Middle East and Balkan Studies (IFIMES), intervenuta come relatrice principale durante la prima Supplementary Human Dimension Meeting (SHDM) del 2025 dell’OSCE.

Nel suo intervento, intitolato “Media Freedom at a New Crossroads? A Shared Responsibility in the Digital Age”, Algayerova ha tracciato un quadro denso e allarmante sulla condizione della libertà di stampa a livello globale. In un anno in cui si contano già 124 giornalisti uccisi, la relatrice ha sottolineato come il giornalismo sia diventato bersaglio privilegiato di regimi autoritari ma anche vittima di derive democratiche, tra campagne di discredito, sorveglianza digitale e repressione legale.

La digitalizzazione, una volta terreno fertile per la libera espressione, si è trasformata in un campo di battaglia. Algayerova ha denunciato l’uso di attacchi informatici e censura online come strumenti di controllo e ha chiesto che l’accesso libero a internet sia riconosciuto come diritto umano fondamentale. Ha invitato i governi a contrastare le interruzioni di rete e le restrizioni digitali con misure giuridiche e politiche concrete.

Ma l’ex esponente ONU ha anche voluto lanciare un messaggio di speranza: le strutture internazionali esistono e possono ancora funzionare, a condizione che siano sostenute da volontà politica e mobilitazione civica. Ha citato come esempi virtuosi il Consiglio d’Europa, l’UNESCO, Reporter Senza Frontiere e il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, che continuano a monitorare e denunciare gli abusi con determinazione.

Fondamentale, secondo Algayerova, sarà anche il rafforzamento della cooperazione internazionale, l’uso di strumenti investigativi transnazionali e l’educazione civica. Ha lodato l’approccio della Finlandia nell’integrare l’alfabetizzazione mediatica nei curricula scolastici, considerandolo un modello per costruire una cittadinanza più consapevole e resiliente alla manipolazione.

foto OSCE/Serhii Korovainyi