Europa

Libano, un morto e diversi feriti in un raid israeliano nel sud del Paese nonostante il cessate il fuoco.

Un uomo è rimasto ucciso e diverse persone sono rimaste ferite in un nuovo attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto lunedì nonostante l’accordo di cessate il fuoco in vigore da alcuni giorni.

Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese NNA, secondo cui un drone israeliano avrebbe colpito un’auto nei pressi della città di Baisariyah, nel distretto di Sidone. Al momento non sono stati diffusi dettagli sull’identità della vittima né sul numero preciso dei feriti.

La stessa fonte segnala inoltre sorvoli di droni israeliani sull’area di Iqlim al-Tuffah, nella regione meridionale del Paese, a media altitudine.

L’esercito israeliano non ha rilasciato commenti sulle notizie diffuse dai media libanesi.

Escalation nel sud del Libano.

Solo ieri, altri due civili erano stati uccisi in bombardamenti israeliani. Le tensioni al confine meridionale del Libano restano elevate da settimane, con attacchi quasi quotidiani da parte di Israele che afferma di colpire postazioni e infrastrutture di Hezbollah.

Dall’inizio delle operazioni militari israeliane nell’ottobre 2023 — trasformatesi in una vera e propria offensiva su larga scala nel settembre 2024 — secondo fonti locali oltre 4.000 persone hanno perso la vita e circa 17.000 sono rimaste ferite in territorio libanese.

Demunciati anche altri raid aerei israeliani condotti nelle aree di Tayr Dibbah, Taibe e Ayta al-Jabal, nel sud del Libano, all’interno dell’area monitorata dall’UNIFIL.

Secondo quanto riferito in una nota ufficiale, si tratta di “chiare violazioni della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”, che stabilisce il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah e disciplina la presenza militare a sud del fiume Litani.

Minacciata la sicurezza dei civili.

UNIFIL sottolinea che i raid arrivano mentre l’esercito libanese sta conducendo operazioni per il controllo delle armi non autorizzate e delle infrastrutture nella regione del Litani meridionale. “Qualsiasi azione militare, soprattutto di questa portata distruttiva, minaccia la sicurezza dei civili e compromette i progressi verso una soluzione politica e diplomatica” si legge nel comunicato dell’UNIFIL.

I caschi blu della missione ONU hanno confermato di essere sul terreno a fianco delle Forze armate libanesi, con l’obiettivo di ristabilire la stabilità e monitorare il rispetto degli accordi.

Appello di UNIFIL: “Fermare subito gli attacchi”.

La missione delle Nazioni Unite ha rivolto un appello diretto a Israele affinché “cessi immediatamente gli attacchi e tutte le violazioni della risoluzione 1701”, invitando al contempo le parti libanesi a non rispondere con azioni che possano aggravare ulteriormente la crisi.

“Israele e Libano devono rispettare i propri obblighi ai sensi della risoluzione 1701 e degli accordi raggiunti a novembre — conclude la nota — per non mettere a rischio i progressi duramente conquistati verso la stabilità nella regione”.