13 Aprile 2026
Europa

Libano sotto le bombe: uccisi tre giornalisti e un medico

Il sud del Libano continua a essere teatro di una guerra sempre più brutale, che non risparmia né chi cura i feriti né chi cerca di raccontare la verità. Stamattina, un drone israeliano ha colpito un’ambulanza nella città di Kfar Tebnit, nella provincia di Nabatieh: un operatore sanitario ha perso la vita, altri quattro sono rimasti feriti.

Lo ha reso noto l’agenzia di stampa ufficiale libanese NNA, mentre il ministero della Salute di Beirut ha emesso una dura dichiarazione, definendo l’attacco “una violazione del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra” e, senza mezzi termini, un crimine di guerra.

Quarantadue operatori sanitari in meno di un mese.

Il dato che emerge dal comunicato ministeriale è agghiacciante: dall’inizio dell’offensiva israeliana sul Libano, il 2 marzo scorso, sono già 42 gli operatori sanitari uccisi. Medici, infermieri, paramedici, figure che il diritto internazionale dovrebbe proteggere in modo assoluto, caduti sotto attacchi che Beirut descrive come sistematici e deliberati.

Israele ha intensificato i bombardamenti aerei e avviato un’offensiva di terra nel sud del Libano in risposta a un attacco transfrontaliero di Hezbollah. Una spirale di violenza che si inserisce in un contesto regionale radicalmente trasformato dal 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’offensiva congiunta contro l’Iran, causando oltre 1.340 vittime.

Tre giornalisti uccisi in un raid sulla loro auto.

Come se non bastasse, nella stessa giornata un’altra notizia ha scosso Beirut e la comunità della stampa internazionale: tre giornalisti libanesi sono stati uccisi da un raid israeliano mentre si trovavano a bordo della loro automobile nel sud del Libano.

foto Golda Falk da Pixabay.com