14 Settembre 2026
Europa

Libano nel mirino: Israele bombarda anche Beirut e il Sud del Paese.

Non solo l’Iran. Israele non ha perso tempo ad allargare il raggio della propria offensiva militare, colpendo con raid aerei intensi numerose zone del Libano, inclusa la capitale Beirut. Un’escalation che rivela con chiarezza come l’operazione in corso vada ben oltre qualsiasi giustificazione legata alla “minaccia nucleare iraniana”: il Libano meridionale non ospita armi atomiche, eppure è finito sotto i missili di Tel Aviv con la stessa brutalità riservata a Teheran.

La violenza degli attacchi ha costretto il primo ministro libanese Nawaf Salam a convocare d’urgenza il Consiglio dei ministri per le 8 di lunedì mattina (le 6 GMT) presso il palazzo presidenziale. L’obiettivo è fare il punto sugli sviluppi della notte e decidere le misure da adottare.

Salam ha condannato il lancio di razzi dal Sud del Libano verso il nord di Israele – rivendicato da Hezbollah, che ha dichiarato di aver preso di mira un sito della difesa missilistica israeliana vicino a Haifa – definendolo “un atto irresponsabile e sospetto” che mette a rischio la sicurezza del paese e offre a Israele ulteriori pretesti per proseguire i bombardamenti. “Chiunque ne sia responsabile, questi lanci minacciano la stabilità del Libano”, ha avvertito il premier, assicurando che le autorità adotteranno tutte le misure necessarie per identificare i responsabili.

L’esercito israeliano, dopo aver intercettato un razzo proveniente dal territorio libanese, ha scatenato una nuova ondata di raid e ha ordinato l’evacuazione dei residenti di 53 villaggi nel Sud del paese e nella Valle della Bekaa, intimando loro di allontanarsi almeno un chilometro dalle proprie abitazioni in vista di attacchi imminenti.

È la fotografia di un governo, quello di Tel Aviv, che agisce con disinvoltura unilaterale e con una forza sproporzionata, colpendo un Paese sovrano che fatica a controllare ogni gruppo armato presente sul proprio territorio. Una violenza che stride con i principi del diritto internazionale e che tuttavia continua a non suscitare reazioni adeguate da parte dell’Unione Europea e dell’Italia, che di fatto avallano, con il loro sostegno politico e diplomatico a Israele, una delle campagne militari più aggressive e indiscriminate degli ultimi decenni.

foto courtesy of ADF CPL Michael Rogers