Libano, Israele non sa mantenere la tregua: 82 attacchi in un solo giorno
Israele ha condotto oggi 82 attacchi nel sud e nell’est del Libano, tra cui un bombardamento con bombe al fosforo, causando la morte di almeno quattro persone e il ferimento di altre quattro. Si tratta di una delle escalation più gravi dall’inizio del cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile scorso.
Secondo un conteggio dell’agenzia Anadolu basato sui rapporti della National News Agency (NNA) libanese, entro le 14.00 GMT Israele aveva già messo a segno 72 raid aerei e 10 attacchi di artiglieria. Tra le vittime figurano anche due paramedici.
Gli attacchi sono avvenuti nel giorno di Arafah, il momento culminante del pellegrinaggio dell’Hajj, a poche ore dall’inizio dell’Eid al-Adha.
Nabatieh nel mirino: 43 raid in poche ore.
La zona più colpita è stata il distretto di Nabatieh, nel sud del paese, dove sono stati registrati almeno 43 raid aerei su diverse località, tra cui Yohmor al-Shaqif, Zawtar al-Sharqiya, Doueir e Sharqiya. A Zawtar al-Sharqiya due persone hanno perso la vita, mentre in altre aree i bombardamenti hanno causato ingenti danni alle abitazioni civili.
Nel distretto di Bint Jbeil sono stati condotti 13 raid aerei: a Kherbet Selem un uomo è rimasto ucciso quando il suo veicolo è stato colpito. Nel distretto di Tiro, nove attacchi hanno interessato diverse aree, tra cui Srifa, dove un paramedico è morto e altri due sono rimasti feriti.
Fosforo su Shebaa, droni su Beirut.
Particolarmente grave l’episodio nel distretto di Hasbaya: secondo quanto riportato, proiettili al fosforo sarebbero stati sparati verso la città di Shebaa. L’uso di bombe al fosforo in aree abitate è considerato una violazione del diritto internazionale umanitario.
Nell’est del Paese, un attacco israeliano ha colpito un crocevia nei pressi della diga di Qaraoun, nella regione della Bekaa occidentale, interrompendo la strada che conduce alla città di Mashghara. Droni israeliani sono stati inoltre segnalati in volo su Beirut e le sue periferie.
Netanyahu annuncia colpi “ancora più potenti”.
L’escalation segue le recenti dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che aveva minacciato di intensificare le operazioni contro Hezbollah con quello che aveva definito “colpi potenti”, in risposta alle crescenti preoccupazioni per le operazioni con droni del gruppo libanese.
foto Army Sgt. Austin Robertson
