14 Agosto 2026
Europa

Libano, il piano israeliano: truppe nel sud e a lungo termine

Israele si prepara a presentare al Libano un piano che prevede una presenza militare israeliana di lungo periodo nel sud del Paese, con il consenso formale di Beirut. Lo riportano i media israeliani, citando il canale televisivo Channel 14, secondo cui la proposta sarà al centro dei colloqui diretti israelo-libanesi in programma martedì a Washington, sotto la supervisione americana.

Il documento sarebbe stato redatto da Ron Dermer, ex ministro degli Affari strategici e uno dei collaboratori più fidati del premier Benjamin Netanyahu, già ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. A guidare la delegazione israeliana nella capitale americana sarà l’attuale ambasciatore Yechiel Leiter, affiancato dallo stesso Dermer.

Tre zone, un’unica condizione: la fine di Hezbollah.

Il piano articola il Libano meridionale in tre fasce distinte, ciascuna con un regime militare differente, ma tutte accomunate da un denominatore comune: qualsiasi ritiro delle forze israeliane è subordinato allo smantellamento completo di Hezbollah.

La prima zona si estende dal confine israeliano fino alla cosiddetta linea gialla, a circa sette-otto chilometri all’interno del territorio libanese. In quest’area Israele manterrebbe una presenza militare intensa e duratura, fino al completo scioglimento del movimento sciita e alla rimozione di tutte le sue armi.

La seconda fascia copre il territorio compreso tra la linea gialla e il fiume Litani: qui le forze israeliane continuerebbero a operare contro Hezbollah, per poi cedere progressivamente il controllo all’esercito libanese.

A nord del Litani, infine, la responsabilità del disarmo di Hezbollah ricadrebbe interamente sulle forze armate di Beirut.

Un passaggio chiave del rapporto rivela le contraddizioni interne al piano stesso: il disarmo completo di Hezbollah a nord del fiume Litani è “improbabile”. Tuttavia, secondo Tel Aviv, Beirut potrebbe accettare una presenza militare israeliana permanente nella fascia di sicurezza meridionale proprio in cambio di questa consapevolezza condivisa.

Il documento includerebbe anche la prospettiva di un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano, che però entrerebbe in vigore soltanto dopo il pieno disarmo di Hezbollah, una clausola che di fatto ne rinvia l’applicazione a un orizzonte temporale incerto.

foto Army National Guard Maj. W. Chris Clyne, Oregon National Guard Public Affairs