LGBTIQ+, l’UE verso il divieto delle “terapie di conversione”
La Commissione europea è chiamata a prendere posizione su un tema sempre più centrale nel dibattito sui diritti fondamentali: il divieto delle cosiddette pratiche di conversione nei confronti delle persone LGBTIQ+. A sollevare la questione è un’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato Thomas Bajada (S&D), alla luce del successo dell’Iniziativa dei cittadini europei “Ban on conversion practices in the European Union”.
L’iniziativa ha superato il milione di firme verificate e ha raggiunto le soglie nazionali previste dal regolamento UE, chiedendo alla Commissione di proporre un divieto giuridicamente vincolante su scala europea. Un precedente significativo arriva da Malta, primo Stato membro ad aver vietato tali pratiche già nel 2016.
Il tema è esplicitamente inserito tra le priorità politiche dell’esecutivo europeo. Sia la lettera di incarico della Commissaria Hadja Lahbib sia la Strategia per l’uguaglianza LGBTIQ+ 2026-2030 indicano infatti la necessità di intervenire. Tuttavia, secondo i dati dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, solo otto Stati membri hanno introdotto divieti, parziali o completi. Un’indagine recente evidenzia inoltre che il 24% delle persone LGBTIQ+ nell’UE ha subito tentativi di “conversione”.
Anche il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato europeo delle regioni hanno condannato queste pratiche, sollecitando un’azione concreta da parte della Commissione.
Nel dettaglio, Bajada chiede a Bruxelles quali misure vincolanti intenda adottare in risposta all’iniziativa, quali siano le tempistiche previste durante l’attuale mandato e come verranno utilizzati i risultati dello studio in corso sulle pratiche di conversione nell’Unione.
Nella risposta scritta del 16 aprile 2026, la Commissaria Lahbib ricorda che l’iniziativa è stata formalmente presentata il 17 novembre 2025, avviando un periodo di valutazione di sei mesi. La Commissione fornirà una risposta ufficiale entro il 18 maggio 2026.
Parallelamente, l’esecutivo sta conducendo uno studio approfondito sulla natura, la diffusione e l’impatto delle pratiche di conversione sulle persone LGBTIQ+. Il confronto coinvolgerà Stati membri, organizzazioni della società civile e altri attori rilevanti, anche attraverso il gruppo di esperti sull’uguaglianza LGBTIQ+.
Sulla base di questi elementi, la Commissione definirà le prossime mosse, con un’attenzione particolare al ruolo degli Stati membri, considerati attori chiave nell’attuazione di eventuali misure di contrasto.
to europeo, Alexis Haulot Copyright: © European Union 2022 – Source : EP
