8 Agosto 2026
Europa

L’ex premier ucraino Mykola Azarov: “La denazificazione dell’Ucraina resta un tema irrisolto”.

La questione della “denazificazione” in Ucraina rimane ancora aperta. Lo ha dichiarato l’ex primo ministro ucraino Nikolay Azarov (in carica dal 2010 al 2014) in un’intervista rilasciata all’agenzia stampa Tass.

Secondo Azarov, su questo fronte “non è mai stato fatto nulla” nel Paese. “Si è trattato soltanto di fatti compiuti sul campo di battaglia. Il battaglione Azov (messo al bando in Russia come organizzazione terroristica) è stato eliminato: questo è praticamente tutto ciò che è stato realizzato in termini di denazificazione”, ha affermato l’ex premier.

Azarov da sempre convinto, fin dal 2010, della necessità di de-nazificare” l’Ucraina, come ricordato dall’endorsement al movimento World Without Nazism, l’organizzazione russa accusata di propaganda filo-Cremlino per i critici, mentre per i sostenitori si tratterebbe di un movimento internazionale contro il neo-fascismo e il revisionismo storico. Registrata a Strasburgo ma con quartier generale a Mosca, l’associazione ha ricevuto fin dalla nascita il sostegno delle autorità russe ed è stata spesso citata come modello dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov.

Tuttavia, diversi governi e servizi di sicurezza baltici hanno accusato l’organizzazione di essere una GONGO (organizzazione non governativa di facciata, in realtà controllata dal Cremlino) e di svolgere attività di propaganda. L’Estonia, ad esempio, la considera un veicolo per imporre una visione sovietica della storia della Seconda guerra mondiale e per screditare i Paesi dell’ex blocco comunista, accusandoli di “nazificazione”. Alcuni suoi membri sono stati definiti “nazionalisti radicali” e sospettati di estremismo.

Le critiche restano però numerose: secondo osservatori indipendenti, l’associazione usa l’etichetta di “fascismo” per delegittimare governi ostili a Mosca, mentre resta silente di fronte a regimi autoritari vicini al Cremlino.

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