14 Settembre 2026
Politica

L’ex ministro della Difesa ucraino Fedorov diventa consulente di Crosetto sull’innovazione militare

Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, ha accettato l’incarico di consulente per l’innovazione difensiva del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. L’annuncio è arrivato venerdì da entrambe le parti, al termine di un incontro tra i due che ha toccato temi quali droni, sistemi senza pilota, difesa aerea e sviluppo dell’ecosistema tecnologico militare.

“Data la sua significativa esperienza nell’innovazione digitale applicata alla pubblica amministrazione e alla difesa, sono lieto che Mykhailo Fedorov abbia accettato di mettermi a disposizione la propria competenza come consulente per l’innovazione difensiva”, ha dichiarato Crosetto in una nota.

Fedorov, dal canto suo, ha ringraziato il ministro italiano per il “supporto personale” e per la proposta ricevuta, precisando che il suo contributo sarà orientato ad aiutare l’Italia ad adottare le tecnologie belliche più moderne, rafforzare il proprio comparto difensivo e adattarsi alle sfide emergenti della sicurezza globale. “L’Ucraina e il nostro team possiedono un’esperienza unica e concreta nella guerra ad alta tecnologia, che siamo pronti a condividere con i nostri alleati”, ha scritto su X.

L’ex ministro ha comunque tenuto a precisare che il proprio impegno principale resterà concentrato sui progetti in Ucraina finalizzati a rafforzare le capacità difensive del Paese e ad attrarre risorse internazionali: quello con Roma sarà dunque un ruolo di affiancamento, non un trasferimento di competenze a tempo pieno.

Secondo quanto reso noto dal ministero della Difesa italiano, l’incarico sarà finalizzato a trasformare rapidamente la sperimentazione tecnologica in soluzioni operative dispiegabili su larga scala , un obiettivo che riflette l’urgenza, sempre più sentita negli ambienti militari occidentali, di accorciare i tempi tra ricerca e impiego sul campo.

Fedorov ha ricoperto la carica di ministro della Difesa ucraino nel 2026, dopo aver guidato per anni la trasformazione digitale del Paese in ruoli di primo piano nel governo di Kiev.

Perché questa scelta?

La decisione di Crosetto di affidarsi proprio a Fedorov non è casuale, e merita qualche riflessione. L’Ucraina è diventata , suo malgrado , il più grande laboratorio a cielo aperto di guerra tecnologica del pianeta: droni FPV prodotti in serie a basso costo, sistemi di guerra elettronica sviluppati e aggiornati nel giro di settimane, piattaforme digitali per la gestione del campo di battaglia in tempo reale. Un know-how che nessun esercito occidentale, Italia compresa, possiede allo stesso livello, semplicemente perché nessun altro Paese europeo ha dovuto sperimentarlo sotto il fuoco nemico.

Per Roma, portare a bordo Fedorov significa quindi provare a “importare” in tempi rapidi competenze pratiche difficilmente acquisibili altrimenti, in un momento in cui il riarmo tecnologico è diventato una priorità condivisa a livello NATO ed europeo. Per Kiev, invece, è un modo per consolidare la propria rete di alleanze , non solo militari o finanziarie, ma anche di “esportazione” del proprio capitale umano e tecnologico , rafforzando il legame con un partner Nato influente, in un momento in cui il sostegno internazionale all’Ucraina rimane essenziale per la tenuta del Paese.

Resta un interrogativo di fondo, che la notizia lascia aperto: quanto sarà realmente incisivo un ruolo di consulenza part-time, a distanza, da parte di una figura che ha dichiarato esplicitamente di voler mantenere il proprio focus primario sui progetti ucraini? La risposta, probabilmente, si vedrà nei prossimi mesi, quando si capirà se questa collaborazione produrrà progetti concreti per l’industria della difesa italiana o resterà, more solito, un accordo dal valore soprattutto simbolico e diplomatico.

foto Difesa.it