12 Ottobre 2026
Europa

L’Europa prepara il “dopo Merz”: sale la tensione a Bruxelles

L’Unione europea non può più far finta che Friedrich Merz non sia in difficoltà. Dopo una serie di sconfitte elettorali umilianti, i partner europei hanno iniziato a prepararsi all’eventualità che il cancelliere tedesco venga estromesso dal governo tedesco.

Due governi europei, secondo Politico, hanno addirittura tenuto riunioni interne per simulare cosa comporterebbe la fine del mandato di Merz per il processo decisionale dell’Ue.

Una prospettiva da non sottovalutare.

Merz guida la prima economia del continente, è il principale negoziatore dei Paesi ricchi che chiedono di contenere la spesa nel prossimo bilancio settennale da 2mila miliardi di euro proposto dalla Commissione ed è una delle forze trainanti degli sforzi europei per salvare l’industria pesante e la sua riconversione in “grande azienda bellica”.

Con la Francia alle prese con una propria ondata di estrema destra e una elezione presidenziale il prossimo anno che potrebbe consegnare il potere all’euroscettica Marine Le Pen, a Bruxelles pochi desiderano una Germania ripiegata su se stessa o capace di far deragliare negoziati importanti.

Lo scenario peggiore per Bruxelles sarebbe una Germania senza guida o con un governo di estrema destra, ipotesi però ritenuta quasi impossibile nel breve periodo: nessuna forza moderata vuole nuove elezioni, mentre Alternative für Deutschland guida i sondaggi.

Anche qualora Merz fosse costretto alle dimissioni dalla crescente impopolarità, sarebbe sostituito subito da un successore della Cdu o dell’alleata Spd. Bruxelles, quindi, può stare sicura. Nessuno, oggi in Germania, rischierebbe di andare ad elezioni anticipate con i numeri che sta ottenendo AfD…

Nell’ultima rilevazione aggregata del 25 settembre, l’AfD è al 28%, la Cdu/Csu al 20%, i Verdi al 15%, la Spd al 13%, la Linke all’11%, la Fdp al 4% e il Bsw al 3%.

Anche gli alleati del cancelliere avvertono che la sua battaglia sulla scena internazionale ha senso solo se i partner di coalizione collaborano dietro le quinte. “La forza non viene solo dalle grandi apparizioni a Bruxelles, ma soprattutto da stabilità, affidabilità e capacità di far passare le decisioni in patria. È esattamente ciò che oggi manca.

Già prima dell’ultima crisi, i problemi interni di Merz si erano riversati ai massimi livelli europei. L’anno scorso sorprese i leader chiedendo che un vertice dedicato alla geopolitica e ad altri dossier si concentrasse invece sul salvataggio dell’industria pesante europea dalla concorrenza di Stati Uniti e Cina. La Germania ha perso circa 124.100 posti di lavoro nell’industria lo scorso anno, secondo un’analisi di Ey, e il governo teme che la deindustrializzazione alimenti il consenso dei rivali di estrema destra e di estrema sinistra. Altre capitali condividono le sue preoccupazioni, ma Merz insiste perché l’industria sia in cima all’agenda dei prossimi vertici.

foto https://www.president.gov.ua/