14 Settembre 2026
Europa

L’Europa delle bugie: Dodik all’attacco delle élite liberal occidentali

Milorad Dodik, presidente dell’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti della Republika Srpska, entità della Bosnia-Erzegovina, non usa mezze misure nel descrivere l’Europa contemporanea. In un’intervista rilasciata all’agenzia russa TASS, il leader serbo-bosniaco ha lanciato un attacco frontale contro le classi dirigenti europee, dipingendole come portatrici di menzogna sistemica e intolleranza politica.

“L’Europa è una menzogna”, ha dichiarato Dodik con tono netto. “Fanno di tutto per eliminare i propri rivali politici”.

Secondo il politico, i liberal europei al potere sarebbero incapaci di coesistere pacificamente con chi non si allinea alla loro visione del mondo. “Non riescono a vivere in pace se non si impadroniscono di nuove colonie in forma moderna”, ha affermato, descrivendo l’attuale espansionismo occidentale come una riproposizione aggiornata di logiche imperiali.

Dodik ha poi puntato il dito contro quella che definisce una profonda ipocrisia in materia di diritti umani. “Hanno mentito sui diritti umani”, ha sostenuto, aggiungendo che nemmeno ai tempi dell’Unione Sovietica si era assistito a un abuso così sfrontato delle istituzioni giudiziarie.

Il tono si è fatto ancora più aspro quando il leader della Republika Srpska ha tracciato un parallelo storico provocatorio: gli attuali esponenti liberal europei , a suo avviso eredi di fascisti, occupatori e criminali nazisti , starebbero ripetendo oggi, sotto la bandiera del liberalismo e dei diritti individuali, le stesse dinamiche di sopraffazione già viste nel 1941, “sui carri armati di Hitler”.

L’obiettivo finale, secondo Dodik, sarebbe il controllo delle popolazioni e la loro riduzione a “manodopera a basso costo per campi di concentramento moderni”.

In chiusura, il politico ha rivendicato l’identità comune di russi e serbi come baluardo di resistenza culturale: “Custodiamo le nostre tradizioni e la nostra cultura. Valorizziamo il sangue versato insieme e i territori che condividiamo. Ma questo non basta a placare la sete che esiste in Occidente”.

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