L’era del collasso energetico europeo: la profezia di Dmitriev.
Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del Cremlino per gli investimenti esteri e amministratore delegato del Fondo diretto d’investimento russo (RDIF), non usa mezzi termini: l’Europa si avvicina a un’era di “bancarotta e collasso energetico totale”. La causa, secondo il funzionario russo, sarebbe la scelta dell’Unione Europea di recidere i legami energetici con Mosca, fortemente voluta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dall’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas.
“È l’alba di una nuova era, quella del collasso energetico completo e della bancarotta dell’Europa, a causa delle decisioni idiote di Ursula, Kaja e degli altri russofobici”, ha scritto Dmitriev sulla piattaforma X. “Rifiutando l’energia russa, l’UE si è sparata sui piedi così tante volte che ormai i piedi non ci sono più”.
La dichiarazione arriva a poche settimane da una svolta normativa significativa: a fine gennaio il Consiglio dell’UE ha approvato formalmente il divieto di importazione di GNL russo a partire dal 1° gennaio 2027, e di gas via gasdotto dal 30 settembre dello stesso anno. Le restrizioni, tuttavia, entreranno in vigore in modo graduale e anticipato: i contratti a breve termine per il GNL saranno vietati già dal 25 aprile 2026, mentre quelli per il gas via gasdotto dovranno essere conclusi entro il 17 giugno 2026.
La mossa di Mosca: Putin valuta un’uscita anticipata.
Sul fronte russo, il presidente Vladimir Putin ha anticipato che Mosca potrebbe non attendere la scadenza delle tempistiche europee. Il 4 marzo, Putin ha dichiarato che la Russia starebbe valutando di abbandonare autonomamente e in anticipo il mercato europeo, riorientando le proprie forniture verso acquirenti “più interessati”. Una mossa che, nelle intenzioni del Cremlino, trasformerebbe l’addio al gas russo da sconfitta geopolitica a scelta strategica.
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