5 Marzo 2026
EuropaPolitica

L’Egitto entra in Orizzonte Europa: il secondo Paese africano nel programma di ricerca dell’UE.

L’Egitto è ufficialmente entrato a far parte di Orizzonte Europa, il principale programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea.
Con la firma avvenuta durante il vertice UE–Egitto a Bruxelles, il Paese nordafricano diventa il secondo Stato africano associato al programma, dopo il Marocco.

L’accordo consentirà a ricercatori, università e istituzioni egiziane di partecipare a progetti europei in condizioni analoghe a quelle dei membri dell’UE, potendo così accedere a finanziamenti e risorse provenienti dal bilancio comunitario.

Le parole di Bruxelles: “Le persone al centro del partenariato”.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto con favore l’intesa, definendola “un passo avanti per il partenariato tra UE ed Egitto”. “Le persone sono al centro del nostro accordo – ha dichiarato –. L’associazione dell’Egitto a Orizzonte Europa creerà nuove opportunità nei settori chiave della ricerca, come la gestione delle risorse idriche, l’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare”.

Anche la commissaria europea per le Start-up, la Ricerca e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva, ha sottolineato la dimensione strategica dell’intesa: “I nostri ricercatori lavoreranno fianco a fianco per far avanzare la scienza e l’innovazione nell’intera regione del Mediterraneo”.

Un partenariato che solleva interrogativi sullo “stato di diritto”.

Tuttavia, l’accordo non è privo di controversie. Molti osservatori si interrogano su come un Paese dove lo stato di diritto resta fortemente limitato, con restrizioni alla libertà di stampa, incarcerazioni arbitrarie e scarsa indipendenza del potere giudiziario, possa accedere a risorse finanziarie provenienti dai cittadini dell’Unione Europea.

L’Egitto, governato dal presidente Abdel Fattah al-Sisi dal 2014, è spesso accusato da organizzazioni internazionali di repressione del dissenso e violazioni dei diritti umani.
La partecipazione a un programma comunitario da 93,5 miliardi di euro – come Orizzonte Europa – solleva dunque il dubbio su quali criteri democratici e di trasparenza l’UE stia realmente applicando nella scelta dei partner esterni.

Obiettivi ufficiali: ricerca, clima e cooperazione nel Mediterraneo.

Secondo Bruxelles, l’ingresso del Cairo nel programma mira a rafforzare la collaborazione scientifica e a promuovere progetti condivisi su clima, sostenibilità e innovazione tecnologica.
L’accordo si fonda sull’intesa di cooperazione scientifica UE–Egitto firmata nel 2005 e sull’adesione egiziana al partenariato PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), incentrato su acqua, agricoltura e filiere alimentari.

Il contesto europeo: un programma da 93,5 miliardi di euro.

Orizzonte Europa rappresenta il principale strumento di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione nel periodo 2021–2027, con un bilancio di 93,5 miliardi di euro.
Il programma sostiene progetti che affrontano i cambiamenti climatici, promuovono gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e rafforzano la competitività tecnologica europea.

Ad oggi, 21 paesi non UE sono associati al programma, inclusi membri dello Spazio economico europeo, paesi candidati all’adesione e partner della politica europea di vicinato.
L’Egitto, ora parte di questo gruppo, avrà così accesso diretto a una rete scientifica e finanziaria di livello mondiale – un traguardo che, tuttavia, continua a suscitare più di una perplessità politica ed etica.

foto https://www.presidency.eg/