Legge sul commercio, Confcommercio Sud Sardegna: “Due milioni non bastano”
La nuova legge regionale sul commercio rappresenta un passo importante per il rilancio delle imprese sarde, ma senza un deciso incremento delle risorse rischia di non produrre gli effetti per cui è stata concepita. È la posizione di Confcommercio Sud Sardegna, che, pur esprimendo oggi apprezzamento per l’impianto del provvedimento approvato dalla Regione, con una nota ha evidenziato l’inadeguatezza dell’attuale dotazione finanziaria di due milioni di euro, ritenendola insufficiente a rispondere alle reali esigenze del comparto.
“Accogliamo con favore una legge che finalmente riconosce il valore strategico del commercio e introduce strumenti concreti per sostenere gli investimenti delle imprese. Tuttavia, una dotazione finanziaria di appena due milioni di euro per l’intera Sardegna è del tutto inadeguata rispetto alle esigenze del comparto e rischia di limitare fortemente l’efficacia della misura – dichiara il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas –. Le imprese hanno bisogno di certezze e di risorse adeguate per programmare il proprio futuro. Per questo chiediamo alla Regione un rifinanziamento immediato della legge, affinché possa diventare un vero motore di crescita, innovazione e occupazione per tutto il sistema commerciale sardo”.
“Per il mondo della ristorazione e dei pubblici esercizi – ha aggiunto il presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia – questa misura rappresenta un’opportunità importante. Bar, ristoranti e locali investono ogni giorno per migliorare le proprie strutture, aumentare la qualità dell’offerta, rafforzare la sicurezza, la sostenibilità e la formazione del personale. Sono investimenti indispensabili per restare competitivi e per offrire servizi sempre migliori ai cittadini e ai turisti. È quindi fondamentale che tutte le imprese in possesso dei requisiti possano accedere agli incentivi. Sostenere chi investe significa rafforzare un comparto che rappresenta uno dei principali motori dell’economia e dell’attrattività della Sardegna”.
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