16 Ottobre 2026
Sardegna

L’economia italiana cresce dello 0,5% nel 2025: deficit sotto il 3,1% del Pil.

L’Italia chiude il 2025 con un prodotto interno lordo a prezzi di mercato di 2.258 miliardi di euro, segnando un incremento nominale del 2,5% rispetto all’anno precedente. In termini reali, la crescita si attesta allo 0,5%, un risultato modesto ma che consolida il percorso di espansione avviato negli anni precedenti.

A trainare l’economia è stata la domanda interna: gli investimenti fissi lordi sono balzati del 3,5% in volume, mentre i consumi finali nazionali sono saliti dello 0,9%. Sul fronte del commercio estero, le importazioni hanno accelerato del 3,6%, superando la crescita delle esportazioni, ferme all’1,2%. Un divario che ha penalizzato il contributo della domanda estera netta al Pil, risultato negativo per 0,7 punti percentuali. Anche la variazione delle scorte ha sottratto 0,2 punti alla crescita, mentre la domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un apporto positivo di 1,5 punti.

Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto ha registrato andamenti differenziati per settore: le costruzioni guidano con un robusto +2,4%, seguite dall’industria in senso stretto (+0,3%) e dai servizi (+0,3%). In controtendenza l’agricoltura, che accusa una flessione dello 0,1%.

La crescita produttiva si è riflessa sul mercato del lavoro, con le unità di lavoro totali in aumento dell’1,3% e i redditi da lavoro dipendente in salita del 3,8%.

Sul versante fiscale arrivano segnali incoraggianti. Il rapporto tra indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche e Pil migliora, scendendo al -3,1% dal -3,4% del 2024, avvicinandosi così alla soglia del 3% prevista dai parametri europei. Ancora più significativo il progresso del saldo primario — il saldo al netto della spesa per interessi — che passa da +0,5% a +0,7% del Pil, confermando la capacità del bilancio pubblico di generare risorse proprie al di là degli oneri del debito.

Sul fronte della pressione fiscale si registra tuttavia un aumento di 0,7 punti percentuali, mentre la spesa per interessi cresce dell’1,9%.

foto di Lorenzo Cafaro da Pixabay.com