7 Ottobre 2026
Europa

L’economia dell’Ue consuma meno energia: -4,1% nel 2023.

Nel 2023 l’economia dell’Unione europea ha registrato un calo del 4,1% nell’uso netto domestico di energia rispetto all’anno precedente, attestandosi a 56,1 milioni di terajoule. Un segnale che conferma la tendenza al contenimento dei consumi energetici, sebbene con dinamiche differenziate tra i settori.

La quota maggiore dei consumi, secondo l’ultima rilevazione dell’Eurostat, è attribuibile ad attività produttive: imprese e pubbliche amministrazioni hanno assorbito il 72,3% dell’energia complessiva, mentre il restante 27,7% è stato consumato direttamente dalle famiglie.

Guardando ai singoli comparti economici, il manifatturiero si conferma il principale utilizzatore di energia, con 14,3 milioni di terajoule, pari al 25,5% del totale. Seguono il settore dell’elettricità, gas, vapore e aria condizionata (10,1 milioni di terajoule; 17,9%) e i trasporti e magazzinaggio (6,9 milioni di terajoule; 12,3%).

I settori in calo e quello in controtendenza.

Nel confronto con il 2022, il calo più marcato si registra proprio nel comparto dell’elettricità, gas, vapore e aria condizionata (-8,7%), seguito dal manifatturiero (-5,5%). In netta controtendenza, invece, il settore dei trasporti e magazzinaggio, unico ambito economico ad aver aumentato i consumi energetici nel 2023, con un +8,1%.

Dieci anni di efficienza energetica: un’Europa a più velocità.

Nel periodo 2014-2023 il percorso verso una maggiore efficienza energetica nelle attività produttive europee è stato disomogeneo. Estonia (-43,1%), Irlanda (-42,8%) e Paesi Bassi (-37,2%) hanno registrato le riduzioni più significative dell’intensità energetica rispetto al valore aggiunto lordo.

All’estremo opposto, Malta (+22,9%) e Lituania (+9,3%) sono gli unici Paesi ad aver visto crescere l’intensità energetica nello stesso arco temporale, evidenziando una traiettoria divergente rispetto alla media europea.

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