15 Agosto 2026
Europa

Le promesse a Washington: 1.300 miliardi tra energia e investimenti.

Alla fine di luglio 2025, la Presidente della Commissione Europea ha annunciato una serie di impegni economici di portata storica nei confronti degli Stati Uniti.
Le promesse riguardavano acquisti energetici per 750 miliardi di euro e investimenti per altri 600 miliardi, destinati a rafforzare i legami economici transatlantici.

L’iniziativa ha immediatamente sollevato interrogativi nel Parlamento europeo. L’eurodeputata Barbara Bonte (PfE) ha chiesto chiarimenti alla Commissione: si tratta di impegni vincolanti o di semplici intese politiche? E come si conciliano tali promesse con l’obiettivo dichiarato di autonomia strategica dell’UE, soprattutto in un contesto in cui gli Stati Uniti mantengono un dazio del 15% sulle importazioni europee?

La risposta di Šefčovič: un accordo politico, non vincolante.

Nella sua risposta scritta del 22 ottobre 2025, Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione Europea, ha chiarito che si tratta di un accordo politico, non giuridicamente vincolante.
Il patto del 27 luglio 2025 tra la Presidente della Commissione e il Presidente degli Stati Uniti mira a promuovere e facilitare gli investimenti reciproci tra le due sponde dell’Atlantico.

Gli investimenti per 600 miliardi di dollari (circa 550 miliardi di euro) rappresentano l’ammontare complessivo che le imprese europee intendono realizzare negli Stati Uniti entro il 2028, in diversi settori economici.
Šefčovič ha precisato che non si tratta di fondi pubblici dell’UE, ma di capitali privati, frutto di decisioni autonome delle aziende europee.

Energia: 700 miliardi per sostituire il gas russo.

Per quanto riguarda il capitolo energetico, la cifra di 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) rappresenta il volume previsto di acquisti energetici fino al 2028.
La Commissione Europea, ha spiegato Šefčovič, agisce come facilitatore, sostenendo gli Stati membri nell’assicurarsi forniture energetiche stabili e diversificate.

L’obiettivo è rafforzare la sicurezza energetica dell’UE, riducendo la dipendenza dalla Russia.
La misura si inserisce infatti nel quadro del piano REPowerEU, lanciato nel 2022 per rendere il sistema energetico europeo più resiliente, promuovere l’efficienza e accelerare la transizione verso le energie pulite.

L’autonomia strategica non è a rischio, secondo Bruxelles.

Nonostante le critiche, la Commissione sostiene che questi accordi non mettono in discussione la sovranità economica dell’UE.
Anzi, secondo Bruxelles, l’intesa con Washington rafforza l’indipendenza energetica europea, accelerando il processo di abbandono definitivo del gas russo e creando condizioni favorevoli per prezzi più bassi per cittadini e imprese.

Parallelamente, l’UE proseguirà sulla via della transizione verde, con l’obiettivo di coniugare sicurezza energetica, prosperità economica e sostenibilità a lungo termine.

Una nuova fase nelle relazioni transatlantiche.

Il “patto dei miliardi” tra Bruxelles e Washington segna l’avvio di una nuova stagione di cooperazione economica transatlantica, ma resta oggetto di dibattito politico.
Se da un lato la Commissione lo presenta come un atto di pragmatismo strategico, dall’altro alcuni eurodeputati temono che possa rafforzare la dipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti, proprio nel momento in cui l’UE rivendica la necessità di una maggiore autonomia industriale e tecnologica.

La discussione è destinata a proseguire nei prossimi mesi, con il Parlamento pronto a chiedere più trasparenza e controllo democratico sugli impegni presi a nome dell’Unione.

foto Mediamodifier da Pixabay.com