19 Luglio 2026
Politica

Le Pen tra baratro e rinascita: martedì l’attesa sentenza sul suo futuro politico

Mancano 48 ore alla decisione della Corte d’Appello, ma Marine Le Pen mostra tranquillità: “Non ho paura”, ripete. Se la condanna di primo grado a suo carico dovesse essere confermata, la leader dell’estrema destra francese sarà costretta a rinunciare alla candidatura all’Eliseo.

Il verdetto arriva proprio nel momento che i sondaggi indicano come il più favorevole di sempre per il Rassemblement National. Al suo posto, in caso di esclusione, scenderebbe in campo Jordan Bardella, il suo delfino politico, trentenne presidente del partito, la cui popolarità è in costante crescita, al punto che alcune proiezioni lo danno addirittura in vantaggio rispetto alla storica leader.

Se invece Marine Le Pen dovesse essere assolta in appello, o vedere la propria pena sufficientemente ridotta, potrebbe scegliere di candidarsi comunque. In tal caso, sarebbe Bardella a ricoprire il ruolo di primo ministro al suo fianco. Esclusa, secondo quanto trapela dal suo entourage, ogni altra combinazione: “Se potrò essere candidata, lo sarò. Ma dovrò poter fare campagna elettorale in piena libertà di movimento, cosa impossibile con un braccialetto elettronico ai polsi”, ha ribadito più volte la leader, che negli anni ha sciolto il Front National fondato dal padre Jean-Marie per dar vita al Rassemblement National.

Le Pen e Bardella, che ieri in un comizio nelle roccaforti del partito nel Nord-Pas de Calais hanno esibito sorrisi, fiducia reciproca e coesione, sanno di trovarsi in realtà su un terreno estremamente incerto. Dal comportamento della leader, in particolare, trapela spesso il timore per ciò che potrebbe accadere se, per la prima volta nella storia della famiglia, un Le Pen si trovasse costretto a rinunciare alla corsa presidenziale. Uno scenario reso ancora più paradossale dall’ipotesi che al vertice del potere, ambito dalla dinastia Le Pen da sessant’anni, possa arrivare non lei, ma un giovane politico dall’immagine curata e dal grande seguito su TikTok, spesso fotografato mano nella mano con Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, accreditata dai tabloid come sua fidanzata. Restano dunque molti gli interrogativi su come reagirà, a 57 anni, Marine Le Pen nel dover accantonare ambizioni politiche coltivate per un’intera vita, e su quali potrebbero essere le conseguenze all’interno di un partito che mostra già evidenti tensioni interne.

Se la condanna di primo grado – quattro anni di carcere, di cui due senza condizionale, e cinque di ineleggibilità, comminata nell’ambito del caso relativo alla remunerazione degli assistenti parlamentari del Rassemblement National con fondi dell’Europarlamento – dovesse essere ribaltata da una sentenza di assoluzione, Marine Le Pen potrà candidarsi. Un’ipotesi in cui, tuttavia, in pochi credono davvero. Anche una condanna all’ineleggibilità superiore ai due anni, o una pena detentiva da scontare con il braccialetto elettronico, escluderebbero comunque una sua candidatura.

foto Melanie WengerCopyright: © European Union 2019 – Source : EP