6 Giugno 2026
Sardegna

Le dotazioni energetiche delle famiglie italiane nel 2024. Aumentano gli impianti autonomi.

Nel 2024, il 99,4% delle famiglie italiane vive in abitazioni dotate di riscaldamento, un dato in crescita rispetto al 98,6% del 2021. La copertura è ormai totale nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno l’1,7% delle famiglie non dispone ancora di sistemi per riscaldare la casa. In parallelo, si registra un forte aumento degli impianti autonomi, oggi presenti nel 79% delle abitazioni, contro il 72,2% di tre anni fa.

Riscaldamento: l’autonomia batte la centralizzazione.

Quasi la metà delle famiglie (43,2%) dispone di più sistemi di riscaldamento: il modello dominante resta quello autonomo, mentre gli impianti centralizzati sono in calo (15,4% rispetto al 18% del 2021). Ancora diffusi gli apparecchi singoli, fissi o portatili, che interessano il 44,8% delle abitazioni.

Le differenze territoriali restano marcate: gli impianti autonomi sono prevalenti nel Nord-Est (86,6%) e al Centro (85,2%), mentre nelle Isole la quota scende al 60%. Gli impianti centralizzati raggiungono la massima diffusione nel Nord-Ovest (30,1%), dove è forte anche la rete di teleriscaldamento.

Acqua calda: quasi tutti coperti, spesso con impianti combinati.

La produzione di acqua calda è garantita al 99,7% delle famiglie italiane, con una netta prevalenza di impianti autonomi (80,7%). Per il 70,4% delle famiglie, il sistema di produzione di acqua calda coincide con quello di riscaldamento, un segno di efficienza e integrazione tecnologica.

La coincidenza delle due funzioni è più diffusa nel Nord-Est (84,3%), mentre resta limitata nelle Isole (38,4%), con la Sardegna in coda (21,1%).

Aria condizionata: oltre la metà delle famiglie la possiede.

Il 56% delle famiglie italiane dispone di almeno un sistema di condizionamento, in crescita rispetto al 48,8% del 2021 e quasi doppio rispetto al 2013. L’aumento è particolarmente evidente nel Mezzogiorno (+9,7 punti percentuali).

Le pompe di calore — sistemi in grado di riscaldare e raffrescare — si diffondono rapidamente: nel 2024 sono presenti nel 40,4% delle abitazioni, con picchi nelle Isole (58,5%) e nel Nord-Est (46,9%). In generale, le famiglie tendono a preferire impianti autonomi o multisplit (24,4%) rispetto agli apparecchi singoli (35,4%), la cui diffusione è in calo.

Piccoli comuni e montagna: resiste la legna, cresce il pellet.

Nel 2023, il 16% delle famiglie ha utilizzato legna da ardere per riscaldamento, acqua calda o cottura, un dato in lieve calo rispetto al 17% del 2021. L’uso è particolarmente diffuso nei piccoli comuni (30,9%) e nelle aree montane (36,7%), dove la tradizione e la disponibilità del materiale restano forti.

Il pellet, invece, guadagna terreno: nel 2023 lo ha utilizzato il 7,8% delle famiglie, contro il 7,3% del 2021. L’impiego è più frequente nel Sud e nelle Isole (oltre il 9%), mentre resta sotto la media nel Nord-Ovest (5,9%).

Complessivamente, oltre una famiglia su cinque (21,9%) utilizza legna o pellet, le principali biomasse per uso domestico.

Efficienza energetica e obiettivi ambientali.

L’indagine ISTAT — condotta in linea con il regolamento europeo n. 1099/2008 — fornisce un quadro dettagliato sulle dotazioni energetiche delle famiglie italiane e sul loro contributo agli obiettivi nazionali ed europei di efficienza energetica.

Con un settore residenziale sempre più rilevante nei consumi complessivi, i dati 2024 mostrano una tendenza chiara: le famiglie italiane puntano su soluzioni autonome, flessibili e sempre più sostenibili, ma permangono forti divari territoriali, soprattutto tra Nord e Sud e tra città e piccoli comuni.

foto Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay.com