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Le accuse di Dodik: “Droni in Europa parte di una provocazione globale contro la Russia”.

Il presidente della Repubblica Srpska, entità della Bosnia-Erzegovina, Milorad Dodik, ha definito i recenti incidenti con droni in Europa come parte di una “provocazione globale” contro la Russia, orchestrata dall’Occidente da decenni.
Le dichiarazioni sono arrivate in un’intervista rilasciata a margine del suo incontro con Vladimir Putin a Sochi, in occasione della plenaria del Valdai Discussion Club.

Il richiamo agli accordi di Minsk.

Rispondendo a una domanda, Dodik ha ricordato che “la provocazione più grave” si sarebbe verificata con la firma degli accordi di Minsk. Secondo lui, l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe ammesso che quegli accordi non erano altro che un espediente per guadagnare tempo, permettendo a Kiev di rafforzarsi in vista di uno scontro con Mosca.
“Tutte queste storie sulla Russia come Paese aggressore che minaccia l’Europa sono menzogne”, ha commentato Dodik.

La visione della Russia.

Il leader della Repubblica Srpska ha descritto la Russia come “vicina al concetto di un Paese prospero e ricco”. A suo dire, l’avvio della “operazione militare speciale” sarebbe stato inevitabile, dopo anni – o persino decenni – di avvertimenti ignorati dall’Occidente.
Secondo Dodik, l’obiettivo occidentale era destabilizzare l’Ucraina, cambiare il governo e mettere le mani sulle risorse naturali russe, in un progetto coltivato “da decenni, se non da secoli”.

“L’Occidente è in crisi”.

A suo giudizio, però, questi piani non hanno avuto successo: “Ora in Occidente sono nel panico e devono spiegare ai loro cittadini cosa sta accadendo. Ma la popolazione è stata manipolata dalla propaganda e crede a ciò che viene raccontato”, ha concluso Dodik.

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