13 Aprile 2026
Sardegna

Lavoro prima della laurea: all’estero è la norma, in Italia ancora un’eccezione

Nelle università europee d’eccellenza trovare lavoro prima ancora di laurearsi è quasi la norma. In Italia, invece, un laureato su quattro è ancora in cerca di occupazione a dodici mesi dal conseguimento del titolo. È il quadro che emerge dall’analisi di Valdo Academics, agenzia specializzata nell’orientamento universitario internazionale, che ha coinvolto 400 studenti provenienti da oltre 30 licei e scuole internazionali e 49 università di 12 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Svizzera e Svezia.

Il dato più emblematico riguarda la Stockholm School of Economics, dove l’83% degli studenti riceve un’offerta di lavoro prima della laurea. Nelle migliori università di business ed economia internazionali, oltre il 95% dei laureati trova impiego entro sei mesi. In Italia, secondo i dati Almalaurea, il tasso di occupazione a un anno dal titolo si ferma al 74%, con un 26% che è ancora alla ricerca di una collocazione professionale.

La radice del problema: poca pratica, poche imprese.

Alla base di questa forbice c’è, secondo l’analisi, un approccio formativo ancora troppo teorico e scollegato dal tessuto produttivo. Negli atenei internazionali più competitivi, stage, tirocini e programmi di apprendistato sono parte integrante del percorso accademico, non appendici facoltative. Gli studenti entrano nel mercato del lavoro con competenze operative già consolidate, costruite durante gli studi e certificate da esperienze dirette in azienda.

In Italia questo modello stenta ad affermarsi, e il risultato è una transizione lenta e spesso traumatica tra l’università e il primo impiego, un lusso che i giovani italiani, già penalizzati da salari bassi e mercato del lavoro poco dinamico, non possono permettersi.

foto niekverlaan da Pixabay.com