Lavoro nero: stangata dei carabinieri nel nuorese
Nessuna delle quattordici aziende ispezionate era in regola. È il bilancio impietoso dei controlli condotti nel bimestre appena trascorso dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Nuoro e dal Comando Provinciale, in stretta collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro locale. Un’attività capillare che ha interessato diversi comuni del territorio, tra cui Nuoro, San Teodoro, Budoni, Tortolì, Arbatax, Baunei e Santa Maria Navarrese, e che ha portato alla luce un quadro diffuso di illegalità, tra lavoro sommerso e gravi inadempienze in materia di sicurezza.
I numeri: 35 lavoratori verificati, 25 irregolari, 7 completamente in nero.
Dei 35 lavoratori sottoposti a verifica, ben 25 sono risultati irregolari per inosservanze legate al rapporto di lavoro. Tra questi, 7 erano completamente in nero, privi di contratto, senza copertura previdenziale né assicurativa. Tra i lavoratori non dichiarati figura anche un cittadino extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno. Un dato che fotografa con chiarezza la portata del fenomeno: il 71% dei lavoratori controllati operava in condizioni di irregolarità, in aziende attive principalmente nei settori dell’edilizia e della ristorazione e pubblici esercizi.
Cantieri nel mirino: dalla mancanza di visite mediche ai ponteggi non a norma.
I controlli più critici hanno riguardato i cantieri edili, dove le violazioni rilevate erano tanto numerose quanto pericolose. Gli ispettori hanno accertato l’impiego di lavoratori privi di visita medica di idoneità e di tessera di riconoscimento, l’utilizzo di passerelle, ponti su cavalletti e attrezzature non conformi agli standard di legge, e l’assenza o inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale. Irregolarità che, in un settore già ad alto rischio infortunistico, possono tradursi in conseguenze drammatiche.
Nelle attività commerciali e negli esercizi pubblici il problema principale era invece la presenza sistematica di lavoratori in nero, assunti senza contratto e senza alcuna tutela.
Il conto: 30.464 euro di sanzioni, 3.500 euro di contributi recuperati.
L’esito delle ispezioni ha portato all’irrogazione di sanzioni amministrative e contravvenzionali per un totale di 30.464 euro, oltre al recupero di contributi previdenziali e assicurativi per 3.500 euro, somme che i lavoratori irregolari non avrebbero mai visto accreditate ai fini pensionistici e assicurativi.
