14 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Lavoro in Sardegna: incentivi alla stabilizzazione senza imprese? Il paradosso dell’Assessorato guidato dai 5S.

Mentre la Regione Sardegna lancia l’ennesimo pacchetto di incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori, resta fuori dalla porta chi, il lavoro, lo crea davvero: le imprese, gli imprenditori, le organizzazioni di categoria. Quelle che danno occupazione, investono e restano quotidianamente a galla in un contesto economico sempre più ostile. Eppure, è a loro che l’assessora del Lavoro Desirè Alma Manca sembra aver deciso di non rivolgersi, chiudendo ogni spazio di confronto reale.

Nel giorno in cui l’assessora presenta con toni entusiastici una misura da 15 milioni di euro destinata alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti stabili, si dimentica un elemento basilare: senza datori di lavoro non ci sono lavoratori da stabilizzare. Le risorse pubbliche, per quanto necessarie, non possono sopperire alla mancanza di un sistema imprenditoriale sostenuto e ascoltato.

La Regione, è bene ricordarlo, non crea lavoro. Può – e deve – creare le condizioni perché il lavoro si sviluppi. Ma mentre si annunciano bonus e percentuali (50%, 65%, 70% della retribuzione lorda a seconda dell’età del lavoratore), ci si ostina a ignorare la crisi profonda del tessuto produttivo isolano. Si offre sostegno alla stabilizzazione, ma non si interviene sulle condizioni che permettono alle aziende di assumere in primo luogo.

Parlare di “precariato da risolvere” senza che esistano posti di lavoro reali da convertire equivale, quindi, a costruire sulla sabbia. Senza imprese solide, restano solo le macerie di un mercato del lavoro sempre più fragile, in un’isola dove continuano ad aumentare le chiusure aziendali e dove oltre 900 comuni italiani sono in disavanzo, molti dei quali proprio in Sardegna.

A questo punto, una domanda sorge spontanea: fino a quando si continuerà con questa imbarazzante performance istituzionale? A quando un cambio alla guida dell’Assessorato del Lavoro, capace di ascoltare il territorio, le imprese e i lavoratori? Perché l’occupazione stabile non si produce con i comunicati stampa, ma con una visione economica coerente e condivisa.

Foto di Niek Verlaan da Pixabay.com