11 Agosto 2026
PoliticaSardegna

Lavoro in Italia, Adapt: “Fragilità sistemica nella capacità di integrare i giovani”.

Il mercato del lavoro italiano cresce, ma non convince del tutto. È quanto emerge dal nuovo rapporto annuale dell’Istat, che fotografa un’occupazione in aumento per il terzo anno consecutivo, accompagnata però da criticità strutturali che ne minano stabilità e sostenibilità. Lo sottolinea Adapt, evidenziando luci e ombre in un contesto ancora segnato da disallineamenti profondi tra domanda e offerta di lavoro.

Nel 2024 gli occupati sono cresciuti dell’1,5%, pari a 352mila persone in più, portando il tasso di occupazione al 62,2%. Un dato positivo, ma che lascia l’Italia ancora lontana dagli standard europei: il divario con la Germania, ad esempio, è di oltre 15 punti percentuali.

A trainare la crescita sono soprattutto gli over 50 (+12,5% rispetto al 2019), mentre la fascia 35-49 anni continua a perdere terreno, complice anche l’invecchiamento demografico. Dati che confermano una dinamica inesorabile, ma anche una fragilità sistemica nella capacità di integrare i giovani nel mondo del lavoro. A preoccupare sono soprattutto l’elevato numero di Neet, la sovraqualificazione dei giovani laureati e il basso tasso di occupazione giovanile, sintomi di un disallineamento persistente tra istruzione, mercato e sistema produttivo.

Dal rapporto emerge anche un incremento dell’occupazione stabile: i lavoratori a tempo indeterminato salgono a 16 milioni (+3,3% su base annua), mentre calano i contratti a termine (-6,8%). Tuttavia, le fragilità contrattuali restano significative. Oltre un terzo dei giovani tra i 15 e i 34 anni, e quasi un quarto delle donne, lavora con contratti a termine o in part-time involontario.

Ancora più allarmante è il quadro sulla produttività. Nel 2024, il PIL per occupato è diminuito del 2%, proseguendo una tendenza negativa ormai ventennale: dal 2000 al 2024 il calo complessivo è stato del 5,8%, in netta controtendenza rispetto agli altri grandi Paesi europei.