Lavoro, in Europa quasi l’8% delle persone sotto i 65 anni vive in famiglie a bassissima intensità occupazionale.
Nel 2024, nell’Unione europea, il 7,9% delle persone con meno di 65 anni viveva in nuclei familiari a bassissima intensità lavorativa, ovvero famiglie nelle quali gli adulti hanno lavorato pochissimo o per nulla nell’arco dell’anno. Un indicatore che fotografa una delle dimensioni più critiche della vulnerabilità sociale.
Secondo i dati Eurostat, i livelli più elevati si registrano in Belgio, dove l’11,4% della popolazione sotto i 65 anni vive in queste condizioni. Seguono Danimarca (10,6%) e Germania (10,0%), confermando che il fenomeno non riguarda esclusivamente i Paesi con economie più fragili, ma anche contesti ad alto reddito che presentano specifiche dinamiche del mercato del lavoro.
All’estremo opposto della classifica si collocano Slovenia (3,5%), Lussemburgo (3,9%) e Polonia (4,1%), Paesi nei quali la quota di famiglie a bassissima intensità lavorativa risulta particolarmente contenuta.
Il dato complessivo evidenzia come la presenza in un nucleo con scarsa attività lavorativa rappresenti un fattore di rischio non solo economico, ma anche educativo e sociale, incidendo sulle opportunità di sviluppo e sulla qualità della vita delle famiglie.
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