12 Ottobre 2026
CulturaSardegna

Lavoro, il mismatch costa 44 miliardi di euro.

In Italia, domanda e offerta di lavoro continuano a muoversi su binari paralleli, incapaci di incrociarsi. Un disallineamento che nel 2023 è costato al Paese 43,9 miliardi di euro, pari al 3,4% del PIL dei settori analizzati. Un danno economico, ma anche sociale e produttivo: occasioni perse, ritardi industriali e crescita frenata. A delineare lo scenario è il rapporto “Formazione e Lavoro 2025” dell’Osservatorio Proxima.

Le imprese italiane, se mai ci fosse il bisogno di rimarcarlo, faticano a reperire figure professionali adeguate e quando le trovano, i tempi di inserimento si allungano dai due ai dodici mesi. Solo il 36% degli adulti italiani tra i 25 e i 64 anni ha partecipato a percorsi di formazione o aggiornamento nell’ultimo anno, contro una media europea vicina al 50%.

E, sebbene i dati Eurostat segnino un lieve miglioramento nella partecipazione recente (11,6% nelle ultime quattro settimane), la debolezza rimane strutturale in Italia. A incidere una cultura ancora poco radicata della formazione permanente.

Grava poi il persistente divario di genere: solo il 56,5% delle donne è occupato, con una differenza di 19,5 punti rispetto agli uomini. Un gap che incide non solo sull’accesso al lavoro, ma anche sulle opportunità di formazione e di crescita professionale.

Lo scenario demografico rende la sfida ancora più urgente. Entro il 2050, per ogni 1.400 lavoratori senior che lasceranno il mercato, ne entreranno solo 1.000. L’età mediana, oggi a 48,4 anni, supererà i 51 nei prossimi 25 anni.

foto niekverlaan da Pixabay.com