23 Aprile 2026
Sardegna

Lavoro, giovani italiani all’estero: due su tre pronti a tornare.

Non è più la classica “fuga di cervelli”, ma una scelta consapevole e progettuale quella dei giovani italiani che decidono di trasferirsi all’estero. A confermarlo è il dossier “Giovani all’estero: tra opportunità di lavoro e voglia di crescita”, elaborato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.

Secondo la ricerca, due giovani su tre si dicono pronti a tornare in Italia, a patto che cambino le condizioni attuali. In cima alle priorità: salari più competitivi (91,5%), valorizzazione del merito (78%), concrete possibilità di crescita professionale (71,2%) e una maggiore cultura manageriale nelle imprese (42,9%). Basta quindi alle politiche di piccolo cabotaggio mirate a introdurre agevolazioni scarne e poco sostanziali per gli/le expat italiani/e.

I dati più aggiornati dell’Istat indicano che nel 2024 sono stati oltre 93.000 i giovani italiani (tra i 18 e i 39 anni) ad aver trasferito la propria residenza all’estero, un numero più che raddoppiato rispetto al 2014. Tuttavia, nello stesso anno, quasi 22.000 giovani sono tornati, segnando una tendenza al rientro più marcata rispetto al passato.

La vera novità, secondo il dossier, è che solo il 26,5% degli intervistati ha lasciato l’Italia per mancanza di lavoro. Le motivazioni principali riguardano piuttosto la voglia di fare un’esperienza diversa (40,5%), la disponibilità di una buona opportunità professionale (22,5%) e il desiderio di arricchire il proprio profilo internazionale (18,5%).

Un fenomeno che coinvolge trasversalmente l’intero Paese, dal Nord al Sud, e che descrive una generazione sempre più proiettata verso percorsi globali. Tuttavia, vivere all’estero non è sempre sinonimo di benessere: solo il 19,4% valuta positivamente la qualità delle relazioni personali, mentre il 64,8% lamenta il costo elevato della vita e oltre un quinto degli intervistati esprime giudizi negativi sulla meritocrazia nei Paesi ospitanti.

In definitiva, ciò che emerge è l’immagine di una generazione che parte non per fuggire, ma per crescere, con un’idea di ritorno che resta viva – e che potrebbe concretizzarsi, se l’Italia saprà cogliere la sfida di offrire loro un futuro all’altezza delle ambizioni acquisite oltreconfine.

Foto di Niek Verlaan da Pixabay.com