14 Luglio 2026
Sardegna

Lavoro e stranieri: nel 2024 quasi 4 milioni di lavoratori e 380mila pensionati.

L’INPS ha pubblicato oggi l’Osservatorio sugli stranieri, che fotografa la presenza dei cittadini non italiani nei propri archivi nel decennio 2015-2024. I dati, consultabili integralmente sul sito dell’Istituto, confermano il ruolo ormai strutturale della popolazione straniera nel mercato del lavoro italiano e nei sistemi previdenziale e assistenziale.

Nel 2024 risultano registrati 4.611.267 cittadini stranieri, comunitari e non comunitari. Di questi, 3.980.609 sono lavoratori attivi, pari all’86,3% del totale; 378.645 sono pensionati (8,2%); 252.013 percepiscono prestazioni a sostegno del reddito, come disoccupazione o mobilità (5,5%). La componente più numerosa arriva da Paesi non UE, che rappresentano il 75,4% degli stranieri presenti negli archivi. Seguono i cittadini provenienti dagli Stati dell’UE15 (6,2%) e dagli altri Paesi dell’Unione (18,4%).

La Romania si conferma il Paese più rappresentato, con 697 mila persone, pari al 15,1% del totale. Seguono Albania (446 mila), Marocco (366 mila), Cina (229 mila) e Ucraina (225 mila). La distribuzione di genere evidenzia una netta prevalenza maschile (57,4%), con punte altissime tra Pakistan, Bangladesh ed Egitto, mentre Ucraina, Moldova e Filippine presentano percentuali femminili molto più elevate.

L’elemento anagrafico segnala una presenza mediamente più giovane tra i cittadini non comunitari: il 46,1% ha meno di 39 anni, contro il 29,9% dei comunitari. Al contrario, la fascia over 60 è quasi il doppio tra i cittadini UE.

Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia accoglie o impiega il 61,8% degli stranieri censiti, il Centro il 23,1% e il Mezzogiorno il 15,1%. Rapportando questi dati alla popolazione residente, l’incidenza raggiunge i 10,3 stranieri ogni 100 residenti nel Nord, contro i 9,1 del Centro e i 3,5 del Sud.

Il cuore dell’Osservatorio riguarda il lavoro. I cittadini stranieri occupati sono quasi 4 milioni, di cui 3,5 milioni dipendenti del settore privato. La retribuzione media annua si attesta sui 16.700 euro, con significative differenze settoriali: i 2,7 milioni impiegati in settori non agricoli guadagnano in media 18.800 euro, mentre i lavoratori agricoli (314 mila) percepiscono circa 9.700 euro. I lavoratori domestici, quasi mezzo milione, registrano una media simile: 9.800 euro l’anno.